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Progetto di accoglienza per i senza dimora a Salerno
In autunno, presso la casa dei padri saveriani di Salerno i giovani, appartenenti ai gruppi presenti in questo istituto, in collaborazione con i laici saveriani e con persone “di buona volontà”, disposte a mettersi in gioco per gli altri, hanno allestito un dormitorio con il fine di accogliere di notte circa dieci fratelli “senza fissa dimora” che altrimenti avrebbero dovuto riposare per strada. È un segno di solidarietà, un angolo del mondo dove l’accoglienza diventa realtà.
A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: «Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi», ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. Al contrario uno potrebbe dire: «Tu hai la fede e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». Tu credi che c’è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano! Insensato, vuoi capire che la fede senza le opere non ha valore? Lettera di San Giacomo 2,14-20
Il progetto di “accoglienza dei senza fissa dimora” nasce dalla volontà di vivere, in semplicità e spirito di condivisione, il senso cristiano, ed umano, dell’ACCOGLIENZA. Dall’esperienza di alcuni e dalla conoscenza della realtà si è appreso che diverse persone, italiane e straniere, uomini e donne, adulti e giovani, vivono “in strada” di giorno e anche di notte, utilizzando “tetti” di fortuna e non sempre salubri, senza possibilità di accedere a dimore più confortevoli e/o accoglienti, in quanto privi di possibilità economiche o documentali, oppure perché gravati da difficoltà personali (alcolismo, vagabondaggio, ecc…) La volontà è quella di: OFFRIRE, gratuitamente e nel rispetto dell’altro, a coloro che sono in difficoltà di “dimora” l’OPPORTUNITA’ di avere un luogo e uno spazio di riferimento dove: lavarsi, dormire e depositare i pochi propri beni, unitamente all’OPPORTUNITA’ di “riprendere” o “iniziare” quel cammino di inserimento nella società che ora li emargina, acquisendo dignità e possibilità, non tanto economica quanto umana, alla pari di tutti quanti noi; OFFRIRE, e vivere reciprocamente, una “integrazione” ed “interazione fraterna”, attraverso il dialogo, la conoscenza del loro quotidiano, il tentativo di percepire e conoscere le loro problematiche esistenti o da affrontare, l’accompagnamento alla presa di conoscenza di scelte da intraprendere, ovviamente non seguendo un disegno nostro personale o predefinito, ma quello elaborato dalla persona stessa. Le modalità di questa esperienza vogliono incentrarsi, da parte dei volontari, su GRATUITÀ, IMPEGNO, RESPONSABILITÀ, ASCOLTO, SERIETÀ, ATTENZIONE “ALL’UOMO”, PAZIENZA, UMILTÀ, RISPETTO E CONDIVIZIONE. Di certo, questo cammino temporalmente limitato, nel senso di interazione, richiede agli ospiti un impegno incentrato su RISPETTO DEGLI ALTRI e DELLE REGOLE, CURA DI SÉ, VOLONTÀ DI IMPEGNARSI E DI VIVERE A PIANO UN’OPPORTUNITà DI MIGLIORAMENTO. Il progetto è frutto di una riflessione e ricerca di tre anni, che oggi si concretizza con l’inizio di questo cammino. Il luogo offerto per l’Accoglienza è l’Istituto dei Missionari Saveriani, 2° piano, ingresso da parcheggio, dove è stato reso disponibile un salone di 10 posti letto e un locale di servizio con 4 bagni e docce. La speranza è quello di poter incontrare anche altre realtà parrocchiali e non, disponibili ad intraprendere questa esperienza. Marzo 2010
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