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DA VICENZA
Carissimi, scriviamo a tutte le persone che abbiamo incontrato durante la breve ma intensa convivenza a Parma. Innanzitutto grazie per la calorosa accoglienza e per la bella atmosfera che si respirava in vostra compagnia. Abbiamo potuto apprezzare le doti organizzative di tutto il Consiglio, ognuno con i suoi compiti e con i suoi carismi: la simpatia e l’energia di Claudio e di Nino, l’umanità e la sensibilità di Carmine e di Nuccia, i sogni e la convinzione di Silvia e di Alberto e Lucia novelli sposi, la voglia di non fermarsi mai e di mettersi sempre in gioco di Giovanna e Paolo e di Rosanna e Fabrizio, lo strabiliante dono di sintesi di Pina, le parole azzeccate di padre Rosario (che ascoltava anche quando “fingeva” di appisolarsi), la presenza discreta di suor Rosa, la profondità di Tatiana, gli interrogativi etici di Franca, l’allegra vivacità del piccolo Francesco (unico superstite alle epidemie d’influenza che hanno colpito tutto il resto del reparto bambini) e l’amore di genitori di Alessandro e di Alessandra.
La nostra partecipazione da “osservatori esterni” era fortemente motivata dal desiderio di approfondire la conoscenza della realtà del Laicato Saveriano di cui avevamo ricevuto testimonianza diretta da alcuni suoi componenti. Abbiamo raccolto il vostro invito rivolto al nostro Gruppo Famiglie per le Missione dei Saveriani di Vicenza, convinti che vivere un’esperienza di condivisione, seppur breve, assieme al Laicato Saveriano ci avrebbe comunicato molto e ci avrebbe ancor più distintamente rivelato la Famiglia Saveriana. Possiamo con gratitudine già anticipare che quanto abbiamo ricevuto ha confermato la ricchezza del “toccare con mano”. Siamo sempre più convinti che sia stata la provvidenza a portarci lì, a fornirci questa straordinaria occasione di ascoltare Faustin, un immigrato Congolese di Goma che ci raccontava la sua esperienza di straniero in una terra straniera che è la nostra Italia. Dalle sua parole abbiamo capito che al di là di ogni cosa, cibo, acqua, soldi, un tetto, c’è un bisogno immenso di relazione, di ascolto, di vicinanza. NON SOLO FARE PER LORO, MA ESSERE CON LORO! Crediamo sinceramente che la sua sia stata una testimonianza illuminante, che senz’altro ci aiuta a far cadere pregiudizi e convinzioni che distorcono la realtà. La ricchezza di questa nostra esperienza è cresciuta il giorno seguente, Domenica, con l’incontro di preghiera con padre Rosario sulle orme di San Paolo, riflessione che ha rinnovato lo stimolo ad interrogare i partecipanti sul significato che “La missione ad gentes qui ed oggi” possa avere per il Laicato Saveriano e per il singolo, per arrivare a focalizzare le modalità con le quali il Consiglio e il Laicato Saveriano, come gruppo, possano supportare le varie iniziative sul territorio.
Tra tutto quello che è emerso dal confronto del gruppo queste sono le riflessioni che ci sono rimaste di più nel cuore: · oggi la missione ad gentes è portare Cristo a chi ne ha bisogno, piuttosto che portare Cristo a chi non lo conosce · tutto deve partire da questa convinzione di base: fare del mondo una sola famiglia · invece di “etichettare”, affermando :”il laicato è…”, imparare ad adattarci di più all’evolversi della situazione · pur senza perdere di vista la missione ad gentes fuori dall’Italia è importante anche interrogarsi su quello che si può fare qui nei confronti del nostro prossimo, bisognoso di Cristo. · non pretendere di rispondere alle esigenze che si rivelano sul territorio in modo generalizzato, ma partire dalle persone. La visita alla Fraternità organizzata per il pomeriggio e la partecipazione alle Professioni Perpetue sono state un modo concreto di vivere lo spirito della Famiglia Saveriana.
Arrivederci ad Asiago… Andrea e Giorgia
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