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Ci precedono a Redencao Nel corso del campo estivo del Tabor ad Asiago, una sera abbiamo invitato a stare con noi Elisa e Fabio, una coppia che frequenta il gruppo “famiglie per la missione” di Vicenza e che era in procinto di partire per il Brasile. Volevamo che raccontassero ai giovani presenti la loro esperienza di giovane coppia col desiderio di partire e di vivere una esperienza “ad gentes”. Dopo averci raccontato un po’ la loro storia hanno risposto alle molte domande dei giovani presenti che avevano gli stessi desideri, gli stessi sogni e le stesse preoccupazioni. È stata una serata molto bella e, come spesso succede in queste occasioni, si crea un naturale clima di comunione. Al temine, prima che Elisa e Fabio ripartissero, c’è stata l’occasione per rispondere alle loro domande anche sul laicato. Avevamo molte cose da condividere, soprattutto perché la destinazione per la loro esperienza missionaria in Brasile era proprio, ironia della sorte, Redençao! Apparentemente può sembrare strano o un po’ amaro, soprattutto per noi del laicato che abbiamo tentato a lungo di costruire un progetto comune con i saveriani a Redençao. In fondo però abbiamo concordato anche noi con loro sul fatto che forse i tempi, durante i quali come laicato abbiamo provato a pensare una presenza in Brasile, non erano ancora maturi o che forse, proprio il buon Dio, sa vedere al di là e al di sopra di quanto sappiamo vedere noi. Certamente questa coincidenza, anzi queste coincidenze e la possibilità di quest’incontro con Fabio ed Elisa ci ha convinto di voler mantenere viva questa comunicazione ma soprattutto quella comunione spirituale, di ideali e di cuori che ci permetta di vivere, anche se da lontano, la loro stessa missione. Salutandoci ci siamo promessi reciprocamente di starci vicino e che avremmo condiviso con il resto della nostra famiglia laicale la loro esperienza… poi chissà!
Ecco alcuni stralci delle ultime mail inviate da Elisa e Fabio:
Siamo in Amazzonia, a Redençao. Finalmente siamo qui, purtroppo senza il visto tanto ricercato, ma l'importante è che siamo qui. Intanto per soli sei mesi (tempo massimo concesso senza scartoffie) e poi vedremo se riusciremo a trovare qualche scappatoia legale per fermarci di più. Scusateci per il ritardo nella risposta, ma qui è molto difficile ricevere e inviare messaggi. La linea di internet è molto lenta e spesso si blocca tutto... strano se si pensa che Redençao è una cittadina molto grande in cui non manca niente. Il viaggio è stato buono, l'accoglienza dei Saveriani ottima. Adesso siamo qui con p. Pino Leoni e Fr. Raiumundo che è messicano. Poi arriveranno anche P. Saul e P. Renato Trevisan. Sono tutti molto buoni e anche il popolo brasiliano è molto accogliente ed affettuoso. Stiamo imparando un po’ la lingua e la cultura, poi collaboreremo con loro nelle attività del centro per gli indios Kayapò. Grazie per il vostro interessamento, anche se a rilento, vi informeremo di come prosegue la nostra esperienza missionaria. Per la prima settimana non ci resta che dire che tutto va bene... poi sarà come Dio vorrà... Vi ricordiamo sempre con affetto. Fabio ed Elisa
Qui tutto bene... all'inizio è tutto bellissimo, attraente, quasi magico.. .ma, contemporaneamente, emergono delle paure, dei dubbi... non è facile inserirsi solo guardando e studiando il portoghese. Questo è quello che stiamo facendo per il momento! Da buoni occidentali emerge sempre la voglia del "fare” ma ora questo non è il nostro compito... si inizia guardando, stando in silenzio, e aspettando... il tempo qui ha un altro significato...davvero! È incredibile perché le giornate trascorrono veloci, senza affanni, corse, orari particolari. Si inizia a vivere la giornata e assaporarla con calma valorizzando ogni momento... proprio tutto! Dalla preghiera insieme, ai vari momenti di colazione, pranzo, cena, chiacchiere, passeggiate, biciclettate, incontri... tutto procede. Con la pastorale indigenista si assapora soprattutto lo stare con le persone, magari anche senza tanto capire cosa pensano, cosa vogliono dirci, che nome hanno (gli indios non dicono il loro nome perché da loro si usa così). Tutto è nuovo, non è facile, ma è una sfida anche questa! Non sapremo mai bene perché siamo proprio qui, ci sarà un perché, forse lo scopriremo, forse no. Non importa. Qui dicono che bisogna solo vivere e amare, allora noi ci siamo. Stiamo a vedere! Um abraço Elisa e Fabio
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