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Ed io, dove sarei stato?

Il gruppo dei laici di Salerno ha incontrato per una celebrazione eucaristica e un momento di fraternità il gruppo degli amici dei saveriani che si riunisce presso la casa saveriana. Con loro abbiamo vissuto un piacevole scambio di esperienze e l’intenzione di continuare questa amicizia appena iniziata. Con piacere ospitiamo una riflessione che ci hanno inviato in occasione della Pasqua.

 

È Pasqua, momento importante per noi cristiani: tempo di scelta! Per evitare di scegliere sbagliato e ragionando su come vanno le cose mi sono detto: il Cristo durante i suoi tre anni di predicazione avrà guarito centinaia di persone, indemoniati, storpi, ciechi, lebbrosi, sordi, ci furono anche persone già morte che per sua mano ritornarono in vita. Quanti in totale i guariti dal Cristo nei suoi tre anni di predicazione? Non si sanno, ma a detta del Vangelo, veramente molti.

Si sa che nella sua opera di guarigione il Cristo non chiedeva parcella, e poi la guarigione era sempre immediata, senza altri controlli, né altre cure domiciliari. Fin qui tutto regolare, dov’è allora il mio chiedere?

Come ho detto, prima le vere guarigioni operate dal Cristo sono state centinaia, io credo migliaia e tutte avvenute nell’arco di tre anni. Può darsi che sempre nei tre anni indicati, qualche guarito sia morto poi per altre cause, o qualcun altro per affari durante la Pasqua, si fosse trasferito lontano da Gerusalemme.

Certamente, la maggior parte dei miracolati, migliaia, era lì a Gerusalemme al momento del giudizio del Cristo dinanzi a Pilato, astanti nella stessa piazza. Quando Pilato chiese alla folla chi volessero che fosse liberato, alcuni avranno pure gridato, con voce non tanto forte, il nome di Gesù. E gli altri? Ebbene, nessuno, proprio nessuno fece più di tanto!

Il buon senso, unito al minimo di riconoscenza umana, avrebbe voluto che magari si fosse costituita una delegazione di tutti i guariti unitamente ai loro familiari. Questi, in gruppo e con forza, avrebbero chiesto di essere ascoltati da Pilato e dal Sinedrio per una testimonianza forte e decisa a riconoscenza di ciò che gratuitamente avevano ricevuto: niente! Non ci fu!

Perché? Molti avranno ritenuto che quello non era il momento di parlare; la spada fa paura a tutti. Altri avranno pensato che per Gesù bastava rinnegare tutto, d’altronde dichiararsi figlio di Dio proprio in quel momento non era necessario, anzi era stato un azzardo imperdonabile. Qualcuno dei presenti, da Gesù miracolato, avrà commentato con il suo compagno di piazza: “Si è vero che io sono stato guarito da Lui, non ci vedevo ed ora vedo benissimo, mai Lui si è dichiarato figlio di Dio e questo per la nostra legge è peccato! Capisci, molte volte ha operato miracoli anche di sabato e questo è grave! La legge di Mosè parla chiaro! Lui ha peccato!”.

E il compagno a chiedergli: “Ma tu lo hai sentito dichiararsi figlio di Dio? Conosci qualcuno che ha ricevuto del male da Lui? Per quello che so io, Lui difende tutti noi, siamo tutti figli di Dio.”

E il primo prontamente a ribattere: “No, tu non puoi capire. È vero che non ci vedevo e ora vedo. Ho visto io stesso il figlioletto morto del mio amico ritornare in vita per sua mano, ma è da un po’ di tempo che dice cose strane. Insomma tutti confessano che ha peccato ed è giusto che paghi! Vedi lì Pilato con tutto il suo esercito romano, i Sommi Sacerdoti, sono loro che comandano! Hai sentito quanti erano a chiederne la crocifissione? Sai quanti altri avevano bisogno di essere guariti e lui non ha fatto proprio niente?”

Intanto Gesù flagellato era caricato della croce e si avviava verso il Golgota. Mentre qualcun altro poi, già guarito, si allontanava portando riserva perché alla richiesta di ulteriore guarigione magari per il fratello o per il genitore non vi era stato risultato; gli altri: i ciechi dalla nascita che per sua mano vedevano, gli indemoniati liberati, gli storpi che potevano camminare, i resuscitati, gli sfamati, i parenti di tutti i beneficiati erano li, ma avevano già scelto di stare con il potente di turno!

Ed io, dove sarei stato? Io, sicuramente uno dei miracolati, avrei avuto il coraggio di mettermi a capo di una delegazione di tutti i guariti e chiedere di essere ascoltato per testimoniare? Mah! Non ne sono proprio certo. Mi vedo tra le persone che magari avrebbero consigliato a Gesù un’uscita di comodo, di negare e non negare, per poi rifarsi in tempi migliori.

Certamente avrei potuto gridare con forza il suo nome, ma poi sopraffatto dall’insistenza degli altri, avrei abbandonato la piazza dicendo: fate quello che volete tanto io più di questo non posso fare. Avrei avuto la forza di seguirLo per tutta la salita sino al Golgota? Non credo! Forse sarei ritornato a cose fatte. Avrei avuto il coraggio di forzare il cordone dei soldati romani per porgergli un po’ di acqua? Mah! Veramente pericoloso! Certamente mi sarei tenuto a debita distanza per non far capitare una croce da portare anche addosso a me!

Tornato a casa, mi sarei giustificato con i figli e i conoscenti con tutte le mie forze: “Ho fatto tutto quello che potevo, a un certo punto non c’è stato più niente da fare, si è messo in testa che era il Figlio di Dio, e la condanna è stata inevitabile!”

Quanto è ancora lungo il mio cammino!

Maggio 2010