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Famiglia e sobrietà, una questione di stile

 

È stato questo il titolo di un incontro tenutosi presso la comunità saveriana di Ancona e promosso dalla pastorale familiare della diocesi di Ancona insieme al Laicato Saveriano.

L’idea era quella di creare un’opportunità d’incontro, tra famiglie e non, per riflettere insieme sul tema della sobrietà e sulla necessità di interrogarsi rispetto ai nuovi stili di vita più “ecosostenibili”, ma anche più coerenti con i valori del Vangelo.

È stata quindi l’occasione per far conoscere e presentare esperienze concrete, attraverso le quali poter concretamente percorrere i sentieri della sobrietà facendo scelte di consapevolezza e di giustizia. Consumo critico, riduzione dei consumi, riciclo, bilanci di giustizia, ma soprattutto due esperienze facilmente praticabili: quella dei G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale) attraverso l’attività dell’associazione “Bio e Dintorni”, che consegna prodotti biologici a domicilio, e quella della Finanza etica, attraverso l’esperienza di Ethical Banking, promossa dalla Banca di Credito Cooperativo di Filottrano ,che mette a disposizione strumenti di risparmio solidale per finanziare progetti sociali.

Come Laicato Saveriano abbiamo accolto con gioia l’invito a preparare questo incontro, nella convinzione che la nostra testimonianza missionaria passa oggi, qui e ora, anche per la riflessione su queste tematiche di estrema attualità.

Parlare di sobrietà nella nostra società dei consumi è certamente un dovere, imposto dal buon senso… forse oggi può anche essere una risposta forzata indotta dalla crisi, ma per noi cristiani che senso ha parlare di sobrietà? È solo una scelta di opportunità o di necessità? Oppure per noi battezzati, e dunque missionari, parlare di sobrietà deve significare anche qualcos’altro?

Per noi, cercare di vivere la sobrietà, è prima di tutto rispondere nel presente in modo coerente, visibile e discreto al messaggio dirompente del Vangelo e della Parola di Dio.

Essa ci ricorda prima di tutto che l’uomo è stato pensato e desiderato da Dio come “custode” e non padrone del creato. E ci ricorda in modo scomodo che come cristiani siamo chiamati a “sciogliere le catene inique, liberare gli oppressi, spezzare ogni giogo”. Siamo chiamati cioè, non solo a ridurre, ma anche a prendere consapevolezza, per esempio, di un divario tra ricchi e poveri che crea ingiustizia, a prendere coscienza che le mie scelte non ricadono solo su di me, che il mio benessere si poggia sulla miseria e sullo sfruttamento (seppur inconsapevole) anche di altri, che il mio superfluo è possibile perché molti nel mondo sono privi dell’essenziale. Siamo dunque chiamati, anche e soprattutto in virtù della Parola, a fare scelte di giustizia e di condivisione.

Per questo è necessario avere la consapevolezza che è arrivato il tempo, “ed è questo”, di cambiare; non solo perché la crisi ce lo potrebbe chiedere, ma piuttosto perché è la coerenza alla nostra fede che ce lo impone. È faticoso, come faticose sono tutte le scelte che vanno contro la logica “del mondo”, ma è importante non restare soli, sapere di non essere soli, sapere che è possibile, che esistono realtà, gruppi, persone che già operano su questi fronti sforzandosi di fare scelte concrete e soprattutto… iniziare da subito!

Alessandro

Maggio 2009

 

Per maggiori informazioni:

G.A.S. – Bio e Dintorni:                          www.bioedintorni.it                     338 9819963

Risparmio Solidale – Ethical Banking:        www.filottrano.bcc.it                   071/7227766