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Il Racconto

 

Il tema della Convivenza estiva di quest’anno è stato: il povero e (è) lo straniero.

Indipendentemente dal gioco di parole, molto abilmente confezionato nel titolo da Claudio, potevamo mai scegliere un posto diverso dal profondo Sud per parlare di poveri e di stranieri? Eccoci dunque a Montecalvo Irpino (31 luglio-6 agosto), ridente (ma non troppo) località in provincia di Avellino. Il nome, Montecalvo, non deve far pensare ad una sorta di Golgota; è vero, tuttavia, che questa è una terra brulla, con paesaggi collinari assolati e ricchi di stoppie, testimonianza di grano strappato alla terra con fatica e sudore.  Con il suo innegabile malinconico fascino, se solo ci si sofferma a pensare alle tante storie di povertà e di emigrazione che hanno segnato questa terra nel secolo scorso.

La struttura che ci ha accolto è stata una casa francescana molto funzionale, anche in presenza di più gruppi che possono convivere con discreta indipendenza e senza disturbarsi troppo. Anche quest’anno abbiamo superato le 50 unità, bambini e ragazzi compresi che hanno contribuito non poco a creare il necessario spirito di famiglia.  A favorire la riflessione e la preghiera,  una pineta molto grande e fresca, con panchine in pietra ed un piccolo anfiteatro situato proprio dietro lo spazio cucina/refettorio. 

La tematica è stata affrontata con lo schema  adottato lo scorso anno. Già la preghiera del mattino, quest’anno preparata con consueta maestria da Nuccia e Carmine, conteneva sempre un richiamo alla riflessione biblica preparata da P. Carlo Girola, presenza nuova e preziosissima nella  convivenza di quest’anno. Il tema del giorno, poi, veniva sviluppato e condiviso nella celebrazione della messa serale. 

Oltre a P. Girola, le SS. Messe sono state curate da P. Benigno,  che da anni segue con grande passione il cammino del gruppo di Salerno.

Il nostro stare insieme è stato inoltre arricchito dalle riflessioni emerse nei tre “laboratori”, quest’anno incentrati sulla dimensione dei laici e dei laici missionari nella chiesa locale, sulle possibilità di piena unità  tra i laici missionari  le sorelle saveriane e i padri saveriani  e sul senso della missione ad gentes in Italia. Anche il  raccontarsi le esperienze dei singoli gruppi, la vita della fraternità di Parma e i sogni e i progetti  di missione del laicato missionario ha reso l’atmosfera piena di gioia e di voglia di stare insieme.  Il resoconto dettagliato di quanto emerso sarà fatto in altri articoli.

Le giornate sono state impreziosite anche dal costante via vai di persone che per motivi vari non hanno potuto partecipare all’intera convivenza ma che hanno ugualmente voluto  trascorrere uno o più giorni insieme a tutti noi. Tra gli altri, proprio perché davvero inattesi, piace ricordare P. Pierre e P. Alex (“toccata e fuga”, ma bello davvero rivedere Pierre che mancava da qualche anno in Italia) e Papo, compagno storico  d’avventura…. 

Che aggiungere di più per rendere più piacevole il soggiorno?  Le gite, naturalmente, in particolare quella che ci ha condotto nelle splendide località del Matese, la buona cucina di uno staff di cuoche d’eccezione (GRAZIE alle madri e alle zie del laicato !!!), le serate di giochi ed allegria e, soprattutto,  la quiete assicurataci dai nostri impareggiabili adolescenti che hanno impegnato i bambini in giochi ed attività varie rendendoli pressoché invisibili ed insonori….

A  proposito di adolescenti,  è giusto segnalare due cose che lasciano intravedere un futuro sicuramente orientato sulle vie della missione.  La prima è che mancavano i sorrisi e l’allegria di Sara, Manuela e Francesca, tre nostre “ragazze” impegnate in esperienze brevi di missione nella Repubblica Democratica del Congo (Sara e Francesca, con  il gruppo guidato da P. Roberto) ed in Colombia (Manuela con il gruppo guidato da  P. Rosario).  La seconda è che i ragazzi che hanno fatto da “baby sitter” hanno volontariamente rinunciato al regalo che era loro destinato, per inviarlo a Goma,  ad altri  ragazzi che non hanno tutti i loro  privilegi….

Dal seme sparso in terra buona fioriscono le spighe….. il Signore  farà il resto….

Arrivederci alla prossima, probabilmente tra i monti di Asiago..

Nino