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Con TE, con te

 

Una piccola dinamica di gioco in gruppo può suscitare spunti di riflessione. Il contesto stavolta è la Cappella dell’Istituto dei Saveriani a Salerno e il gesto a cui siamo stati inviati durante la celebrazione domenicale viene suggerito da Gianluca, una new entry di delicata provocazione, ed è quello di “sussurrare” le nostre paure offrendole in dono e chiedendo a Gesù di aiutarci a gestirle, superarle, di aiutarci cioè a superare le barriere che a volte nascono dalle nostre stesse paure e ad aprire le porte del cuore e dell’amore.

Un’indiscreta sbirciatina e un’attenta lettura evidenziano due principali ambiti delle nostre paure, estratte come dominanti in quel contesto dall’ampio calderone cui possiamo attingere.

Un ambito di paura è quello di essere lontani da Dio, di non riuscire a camminare al passo con Lui, di non riuscire a interpretarLo o ascoltarLo o a farLo parlare attraverso la nostra voce e agire attraverso le nostre azioni. Tutti gli chiedono la forza per affrontare queste angosce dell’anima.

Un altro, più ampio, ambito di paure riguarda la vita, le relazioni con gli altri, la quotidianità, la salute, la protezione dei cari, il timore di rimanere soli, di non capire o di non essere capiti, la paura della violenza o della tristezza.

È il tremito della vita, la consapevolezza delle fragilità della dimensione umana, l’espressione del bisogno di essere sostenuti anche dagli altri, confortati, rassicurati dalla loro presenza intorno a noi.

Bisogno di Dio e bisogno degli altri.

Le due dimensioni si intrecciano, si intersecano, si abbracciano, si incrociano, si confondono, si consolidano, come due elementi sovrapponibili ed essenziali che costituiscono la sostanza dell’uomo.

L’uomo ha bisogno, e di per sé lo stato di bisogno induce paure più concrete o più spirituali. Nello specifico: il piccolo del gruppo, 5 anni, elenca le sue principali paure: il cane (ciò che non controllo) il buio (ciò che non conosco), il lupo (ciò che può suscitare ferocia). Un ignoto del gruppo, sapientemente sintetizza: “?”.

 

Paola Cirillo

Maggio 2010