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Con il Conforti sulle orme di S. Paolo: i laici si incontrano Parma, 25 Aprile 2009 - Giornata di Spiritualità
Vi proponiamo un articolo sul vissuto della giornata trascorsa a Parma il 25 Aprile scorso in compagnia dei vari gruppi laicali che, a vario titolo, fanno riferimento alle Comunità saveriane del Nord Italia. Un racconto semplice, accompagnando soprattutto le impressioni del cuore, riconoscente per quanto abbiamo raccolto e con il profondo desiderio di condividere i frutti di una giornata speciale.
Vi siete mai soffermati sul detto “Nulla accade per caso”? Qualcuno potrebbe pensare “curiosa coincidenza di calendario con la festività civile della liberazione”. Per certi versi si ha come l’impressione che i momenti di condivisione profonda, come questa giornata di riscoperta del beato Conforti e delle origini della spiritualità saveriana, potrebbero essere sentiti come effettivamente “liberanti” da quelle interferenze che ci raggiungono nel quotidiano, e che a volte rischiano di allontanarci da una scelta di vita alle quale poi siamo provvidenzialmente ricondotti anche attraverso le memorie storiche di uno SPIRITO iniziale. Il beato Conforti raccontava: “Io lo guardavo e lui guardava -me e sembrava mi dicesse tante cose”. Lo spirito chiama, attira a sé, conduce. Spirito attraverso il quale siamo stati condotti nella concretezza e nella semplicità dell’umano vivere, attraverso una vocazione, la vocazione missionaria laicale, la via della fede cristiana; la fedeltà ad un cammino di missione con il profondo intento che esso possa davvero abbracciare in ogni ambito la nostra esistenza. Questa Giornata è stata appunto all’insegna della SPIRITUALITÀ, organizzata e curata dal Gruppo Nord del laicato Saveriano e dal Gruppo Famiglie per la Missione di Vicenza. La solare accoglienza dei laici organizzatori nel significativo contesto della casa Madre dei Padri Saveriani a Parma ha aperto l’incontro e la conoscenza dei gruppi laicali partecipanti provenienti dalle comunità Saveriane del Nord Italia. Nella suggestiva cornice della sala conferenza si sono così alternati momenti di toccanti testimonianze a momenti di richiamo alla riflessione che hanno preso spunto da una comune traccia cui siamo stati fatti partecipi: a) Gli occhi fissi in colui che è morto per tutti: il Crocifisso b) Crocifisso: amore che perdona c) Il Crocifisso punto di forza di fraternità universale d) Il Crocifisso, rivelatore del mistero nascosto e) Il Crocifisso: metodo definitivo della missione Sono cosi emersi alcuni spunti da custodire per la condivisione tra i gruppi, che si è tenuta successivamente. Con semplicità riportiamo quanto ci è stato donato di raccogliere: - essere creature nuove per tenere gli occhi aperti e “vedere l’altro” sempre come un fratello; - tenere orecchie aperte per saper ascoltare; - tenere il cuore aperto per volersi bene; - dedicare tempo alla preghiera; - gli “occhi” fissi sul Crocifisso, uno sguardo che accarezza la sofferenza. - “morire” a se stessi per portare frutto; - il dono della vita non è un eroismo ma un cammino; - il perdono che si riceve e si dà e che si può donare se ci si sente amati; - il Crocifisso punto di forza: il Crocifisso attira a se tramite l’Amore. - vedere e amare Gesù nell’altro; - Il Crocifisso, rivelatore del mistero nascosto: accoglienza, capacità di confronto e relazione umana. Al termine di questa prima parte, si sono costituiti gruppi di condivisione ove è stato possibile riprendere i punti via via sottolineati. I gruppi di condivisione sono stati anche una occasione preziosa di confronto tra le varie realtà laicati, oltre che momento di scambio e conoscenza. In particolare è stato sottolineato come la presenza di un padre Missionario Saveriano all’interno di una realtà laicale, comunità o parrocchia, renda la realtà missionaria stessa più viva, stimolata e l’aiuti a crescere (progetti, attività, formazione, pastorale). Successivamente, un break per tutti e poi la preparazione della sala destinata al pranzo comunitario. Anche in questo lieto momento conviviale è continuata la condivisione, non solo di pensieri o esperienze, ma anche di gustose pietanze che numerosi partecipanti avevano preparato per la speciale occasione di incontro. Complimenti a tutti! E lo spirito missionario ha sollevato i cuori e li ha accompagnati con energia anche nel momento del riordino del refettorio! Nel primo pomeriggio, a gruppi alterni, siamo poi stati guidati alla visita del Museo cinese ed Etnologico, al Santuario e al Memoriale Confortiano-Saveriano. Al rientro dei gruppi dalla visita guidata la preparazione della s. Messa. Sentiamo ora di voler vivamente ringraziare per la cura particolare con cui è stata realizzata la s. Messa citando in particolare il momento dell’Offertorio ove insieme al Pane ed al Vino sono stati portati all’altare: - dei sandali legati alla croce da una corda, simbolo della condivisione del nostro camminare insieme con lo sguardo fisso verso Gesù; - un mappamondo, simbolo della nostra apertura verso nuovi orizzonti senza confini, perché è dalla comunità cristiana che si è inviati a fare del mondo una sola famiglia; - la candela bianca del nostro battesimo, simbolo della nostra vita in Gesù che diventa dono condiviso per essere luce del mondo. Vogliamo così congedarci dal racconto di questa giornata speciale nella speranza di essere riusciti a trasmettere almeno un poco di quanto abbiamo ricevuto, ringraziando tutti coloro che si sono adoperati per l’organizzazione, che hanno portato e condiviso con tutti noi la loro testimonianza, che hanno con noi partecipato a quest’incontro. “La luce che siamo rimane accesa se è capace di essere consegnata agli altri, se siamo capaci di accogliere la luce che gli altri ci donano, se sappiamo giocarci in prima persona prendendola in mano, con la giusta attenzione, per non farla spegnere” (dal gesto finale a chiusura della celebrazione della s. Messa).
GRAZIE e buon cammino! Lucia e Alberto |