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ABBANDONO IN DIO
I Santi vivevano in un totale abbandono in Dio e per questo niente li turbava. Così dovremmo fare noi; abbandonarci in Lui in tutti gli eventi della vita, riconoscendo in essi le ammirabili disposizioni della sua provvidenza. Si vede Dio nell'universo, nel Crocifisso, nel Tabernacolo. Dobbiamo vederlo, anche in tutto quello che avviene. Tutto avviene per comando o per permissione. È Dio che o direttamente o indirettamente agisce in ogni ora. Noi, dice il Rodriguez facciamo come il cane che addenta il sasso, invece della mano. È Dio che dispose che Cesare Augusto ordinasse il censo dell'impero. Non mea sed tua fiat voluntas. […] I Giansenisti hanno insegnato sempre a tremare dinanzi a Dio. Essi ne considerano un solo lato: la giustizia, il rigore. […] Dobbiamo abbandonarci in Lui nelle gioie di spirito, perché è proprio di Dio e dei suoi Angeli, dice Sant’Ignazio, portare la luce e la consolazione quando agiscono in un'anima; e non venir meno a questo abbandono nelle pene e nei dolori, di cui Egli dissemina bene spesso il nostro cammino, per distaccarci dalle cose della terra, farci sentire la nostalgia del cielo, perfezionare la nostra virtù, offrirci occasione di meriti. […] Dobbiamo servire a Dio nell'amore e l'amore porta sempre con sé la gioia, il gaudio. Gustare Dio nei suoni, nel sapore dei cibi, nei comodi indispensabili della vita. S. Caterina da Siena gioiva nel vedere un fiore. La gioia è retaggio dei fervorosi, mentre la pigrizia è madre di tristezza. Se il Signore ci visita colle consolazioni, ci fa gustare le dolcezze del suo amore, ringraziamolo. […] Anzi, perfino nei nostri difetti dobbiamo mantenerci tali. Dio infatti è infinito in tutti i suoi attributi, ma nel tempo della presente vita ama spiegare di preferenza la bontà e la misericordia. “Vi annunzio un grande gaudio”, disse l’Angelo ai pastori di Betlem: “oggi è nato il Salvatore”. Ed il Battista non sa come meglio additarlo alle turbe che con quelle memorande parole: “Ecco l’Agnello di Dio, ecco Colui che toglie i peccati del mondo”. E Cristo pure come tale si accredita presso le turbe dicendo: “Io sono venuto a cercare i peccatori; io sono venuto a salvare ciò che andava perduto”. Se abbiamo fatto quanto era in noi per riconciliarci con Dio, viviamo con fidente abbandono nella sua infinita misericordia, dice un grande Santo, perché tutto il male che possiamo aver fatto è un nulla in confronto di quello che faremmo mancando di audacia.
“O Signore che nutrite gli augelli dell’aria e vestite i gigli del campo, ed a mezzo del Vostro Divin Unigenito, ci avete insegnato a confidare in Voi con filiale abbandono, assicurandoci del vostro aiuto, noi Vi raccomandiamo tutti i bisogni dell’umile nostra congregazione. E memori dei benefici ricevuti da tante anime generose che avete ispirate a soccorrerci, Vi preghiamo a ricambiarle del bene che ci hanno fatto, con l’abbondanza delle grazie Vostre pel tempo e per l’eternità. Continuateci intanto l’amorosa Vostra provvidenza, onde possiamo attendere senza materiali preoccupazioni alla dilatazione del Vostro Regno sulla terra, per essere un giorno a parte del Vostro Regno celeste. Così sia.”
Dagli scritti del Beato Guido Maria Conforti
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