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Preghiere dei gruppi Dopo la meditazione introduttiva di p. Carlo Girola, seguiva ogni volta una pausa di deserto personale o di coppia durante il quale gli spunti lanciati sono stati oggetto della riflessione personale, della preghiera di ciascuno ed infine del proposito di legare con il filo rosso alla vita , all’impegno quotidiano, quanto lo Spirito aveva suggerito nel silenzio alla mente ed al cuore. Vi proponiamo alcune di queste “ traduzioni feriali “ di una missione che forse Don Tonino Bello avrebbe chiamato la “missione del grembiule o forse del biberòn” considerando i tanti bimbi che da sempre hanno accompagnato la storia del Laicato e che ora, diventati adulti, in estate scelgono l’Africa e l’Ameria Latina alle affollate spiagge di Riccione e Rimini.. Ogni giorno ad un piccolo gruppo è stato assegnato il compito di riflettere insieme per rileggere i brani proposti e attualizzarli alla luce del carisma del Conforti in chiave laicale: ecco le sintesi. Signore Gesù io mi impegno Mi impegno a tenere viva nel mio cuore la luce delle stelle che notte dopo notte mi hanno condotto fin qui ed hanno per me tracciato il cammino della mia vita. Un cammino non poche volte per me incomprensibile che mi ha condotto in luoghi impervi ed oscuri , passando per il deserto dell’anima insieme alle soste fatte presso le rocce dove scorrono latte e miele. Ora eccomi qua dinanzi a te a fare memoria dei miei passi di cui terrò sempre vivo il ricordo nel mio renderti grazie e nella mia fedeltà alla missione ed alla vocazione a cui mi hai chiamato. Mi impegno ad alimentare la lampada dell’amore per la mia famiglia, per la mia comunità e per i poveri e gli stranieri che ad essa appartengono con l’olio del ricordo del sacrificio a cui i miei antenati sono andati incontro in terra straniera per assicurare ai loro discendenti un futuro più degno. Mi impegno a tenere vivo con i miei figli ed i miei amici il ricordo di questi sacrifici purificandolo dalla tentazione di legare la dignità della persona umana all’accumulo di beni e non al riconoscimento dei bisogni essenziali - spirituali e materiali – che rendono la vita di una persona degna e riconciliata con il progetto di Dio per l’umanità. Mi impegno a comprendere le ragioni e le cause che hanno indotto gli stranieri che vivono vicino a me a lasciare le proprie terre e le proprie famiglie per cercare forme concrete per recuperare la dignità che spesso gli è stata negata nei paesi di origine. Di tali ragioni e di tali cause ne farò sempre memoria. Mi impegno a ricercare il bene di tutti, ad ascoltare il grido di chi è in difficoltà ed a farlo risuonare nella mia vita come le preghiere del salmo. Mi impegno nella famiglia saveriana e con il Laicato saveriano a farmi compagno di strada degli stranieri che vivono nel nostro paese, a ricercare forme concrete perché possano ridursi le distanze, ed a relazioni strumentali di aiuto possano sostituirsi relazioni reciproche e paritarie. Mi impegno con il Laicato saveriano a ricercare modi concreti per favorire nella mia Chiesa particolare l’attenzione per il povero e lo straniero, perché a partire dalla mia Chiesa particolare la casa dei credenti sia un luogo di ascolto e di accoglienza. Mi impegno a non sfruttare nessun povero e nessun straniero oltre che nessuna persona umana , mi impegno a rispettare le leggi reagendo a quelle ingiuste che creano esclusioni, ma consapevole dell’importanza della legalità come condizione per favorire la coesione sociale. Mi impegno ad essere tollerante perché la rigorosa applicazione della legge priva del valore della tolleranza rischia di generare poveri. Mi impegno Gesù ad ascoltare te perché tu che sei stato il primo straniero non sia forestiero nella mia vita , perché senza di te nessuno di questi impegni sarò in grado di sostenere con le sole mie forze , perché con te è caduto il muro di ogni inimicizia, perché la misericordia è la porta Santa del tuo Regno che ci chiami a costruire ed attraverso di essa entrano sia i giusti che i peccatori. Missione è anche Per noi laici missione è anche : - intessere relazioni gratuite; - creare nelle nostre persone spazi di accoglienza ed ospitalità; - vivere l’accoglienza come un rapporto personale con Gesù; - riconoscere nelle proprie origini la “ stranierità”; - riconoscere l’altro non più come straniero ma ospite e riconoscere noi stessi come ospiti; - saper ricevere da chi sembra aver bisogno di tutto; - mettere a tacere le nostre convinzioni, certezze, la nostra cultura, il nostro io che non permette di ascoltare l’altro; - considerare di essere tutti sulla stessa barca, la barca che è il mondo che ospita tutta l’umanità; - di fronte alle difficoltà nell’accogliere operare in noi stessi per riconoscere i nostri limiti ed accettarli; - arrivare a quella parte migliore che si è scelta Maria nel trovare in ogni uomo il volto di Gesù.
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