|
|
|
|
Carità nello spirito di famiglia I giorni 12 e 13 Gennaio si è tenuto a Macomer il secondo incontro formativo per gli amici della Sardegna che alla convivenza estiva hanno deciso di cominciare il cammino di conoscenza del laicato saveriano. Il tema delle giornate è stato: “Lo spirito di famiglia nel Beato Guido Maria Conforti e nella famiglia saveriana”. Nel pomeriggio del sabato, dopo un momento di presentazione ed accoglienza, abbiamo iniziato l’incontro facendo esperienza concreta delle caratteristiche di una famiglia fondata sull’“Amore”: l’accoglienza reciproca, la conoscenza del cuore, il piacere di stare insieme intorno ad una Sorgente di Vita, alternando l’ascolto della Parola, canti e preghiere, a riflessioni personali. In particolare, ognuno è partito dalla propria esperienza di “famiglia” (famiglia naturale, gruppi parrocchiali, amicizie, ambiente di lavoro) per condividere con gli altri pregi, difetti, sensazioni, manchevolezze, doni dati e ricevuti dello stare in famiglia. Come per incanto, aiutati anche dal caldo della sala riunioni che contrastava con la pioggia battente sui vetri della casa, si è creato immediatamente (o è sceso tra di noi…) lo “Spirito” giusto, quello che ti fa sentire fratello (familiare) anche e soprattutto di chi incontri per la prima volta. Questo primo momento è stato fondamentale e ci ha fatto sentire membri della stessa comunità/famiglia, riuniti per approfondire insieme la Spiritualità Confortiana. Accogliere l’altro è volere il suo bene: fare di tutto perché possa crescere umanamente e spiritualmente secondo il suo ritmo e il suo dono. Accogliere nasce dall’ascolto ma è ancora più che ascoltare. Se si accogliesse ogni nuova persona come un dono di Dio, come il suo messaggero, si sarebbe più pieni di amore e più aperti. Se siamo accolti coi nostri limiti, e anche con le nostre capacità, con tutto ciò che siamo diventiamo famiglia ed essa diventa luogo di liberazione. Scoprendo di essere accettati e amati dagli altri, ci si accetta e ci si ama meglio. La famiglia è allora luogo in cui si può essere se stessi senza paure ne costrizioni Lo Spirito di famiglia si forma quando ognuno fa uno sforzo per accogliere ed amare l’altro così come egli è: “accoglietevi a vicenda come il Cristo ha accolto voi”. (RM 15, 7) Queste parole, queste sensazioni, queste emozioni echeggiavano ancora nella sala quando abbiamo sospeso la prima parte per andare a cena insieme con tutti i Padri della casa, con i quali abbiamo condiviso cordialità, affetto, “pane carasau”, “cannonau”, e mirto. Con le persone del gruppo rimaste nel dopo cena abbiamo continuato a raccontarci. Veramente è più giusto dire che Annapaola ha continuato a “chiacchierare” amabilmente con le splendide “fanciulle”, perché Nino, frustrato dal fatto che fossero presenti solo donne, è stato “costretto” a sorbirsi la partita della Juventus insieme ad uno scatenato Padre Roberto e agli altri padri tifosi! L’incontro è ricominciato la Domenica mattina, dopo le lodi, con le riflessioni che scaturivano dalla lettura del pensiero del Beato Fondatore. Questa nuova famiglia, fondata non sulla carne e sul sangue, (Gv 1, 13) ma sull’amore trinitario di cui è segno gioioso e partecipazione, trova i suoi punti di riferimento non tanto nella famiglia naturale quanto piuttosto nei nuovi rapporti che il Vangelo crea attorno a Cristo (Mc 3, 32-35) e nella “carità di Cristo di gran lunga più forte d’ogni affetto naturale” (LT 11) che deve regolare tutti i rapporti tra i fratelli. È questa novità evangelica che consente l’apertura della famiglia alla missione e all’internazionalità (Cost. 37). Ispirandoci al comandamento nuovo del Signore “amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi” consideriamo la carità come fondamento della nostra vita. Animati da vivo affetto per la nostra Famiglia Saveriana, riserviamo un’attenzione speciale ai confratelli ammalati ed anziani. (Cost. 38) Ancora una volta, insieme, abbiamo riscoperto la necessità ed il piacere di mettere in pratica le parole del Conforti: “Amatevi come fratelli chè ben avete tante ragioni di chiamarvi tali e rispettatevi come principi, sempre ricordevoli ed avendo il sentimento della vostra grandezza”. Trattare e rispettare il fratello come se fosse un principe. Con i nostri nuovi amici della Sardegna abbiamo cercato di chiarire che è proprio questo lo spirito che anima o che dovrebbe animare sempre il Laicato Missionario Saveriano e l’intera Famiglia Saveriana. Certo, non sempre ci riusciamo, siamo in cammino, ma animati dallo Spirito Santo e forti della Speranza (Certezza) che viene dal Pane Eucaristico (che bella la lettura di alcuni passi dell’enciclica “SPE SALVI” !), possiamo e dobbiamo farcela. Trasformare un gruppo in una famiglia unita, corresponsabile e missionaria. I due giorni sono stati impreziositi dalla presenza di p. Pierluigi Felotti, Rettore della Casa di Macomer, che ci ha accompagnati con la sua testimonianza e con le sue riflessioni, ma anche con i suoi silenzi, ricchi della voglia di sentirsi un compagno di viaggio che lascia ad ognuno la responsabilità e la gioia di proseguire il proprio cammino. Durante il viaggio di ritorno, ripensavamo ancora con molto piacere alle parole che ci ha detto durante l’omelia della celebrazione eucaristica che ha concluso l’incontro. Che dire? E’ stato tutto molto bello e quando siamo ripartiti l’emozione era palpabile. Un grazie e un abbraccio infiniti a tutti quelli che hanno partecipato e anche a quelli che non hanno potuto, per la calorosissima accoglienza; un grazie particolare alle tre persone “più mature” del gruppo per la loro preziosa, silenziosa e generosa disponibilità. Manteniamoci uniti nella preghiera quotidiana al nostro Dio. Insomma, ci siamo sentiti “in Famiglia”. Nino e Annapaola |