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Giornata di Spiritualità paolina-confortiana Parma, 25 Aprile 2009
Riportiamo il testo dell’omelia tenuta da p, Carlo Girola (incaricato per i laici dalla Direzione Generale dei Saveriani) durante la santa Messa in conclusione della giornata di spiritualità trascorsa a Parma il 25 Aprile scorso a chiusura dell’Anno paolino.
Quando ho ricevuto l’invito a presiedere questa Celebrazione eucaristica mi sono chiesto perché radunare a Parma, qui in questa Casa, che per i Saveriani sparsi nel mondo intero ha il titolo affettivo di “Casa Madre” (che bella questa parola che richiama alla mamma!), …perché radunare tante persone, che non si conoscono tutte tra di loro, ma che hanno qualcosa in comune tra di loro, forse in modo inconsapevole (o, forse, inconsciamente non consapevole; quanti gesti hanno posto in atto le nostre mamme in modo “non consapevole” ma che furono autentici e splendidi gesti di amore!). Perché siamo qui? Una prima risposta viene da un dato molto semplice: perché in un modo o in un altro siamo parte tutti di uno stesso e specifico “qualcosa” che, in linguaggio da specialisti (ed io non lo sono…) si chiama “carisma”. Il “carisma” è un’opera dello Spirito santo, il quale agisce nei credenti e li caratterizza. Il “carisma” di cui parlo è, chiaramente, l’opera dello Spirito Santo nel Beato Guido Maria Conforti, Vescovo della “sua” Parma e Padre-Fondatore del “suo” carissimo Istituto per le Missioni Estere. Si, tutti noi, in modo consapevole o non volutamente inconsapevole partecipiamo di quest’opera dello Spirito Santo. Un “carisma” non appartiene ad un gruppo ristretto di persone, in questo caso i Saveriani o, in modo analogo, alle Sorelle Saveriane. Un dono dello Spirito non può essere “privatizzato”, non può diventare “monopolio” di qualcuno. Esso è un dono alla Chiesa tutta: è “aria buona” che fa respirare i polmoni di molti! Il Beato Conforti ebbe, dallo Spirito Santo, un’intuizione e la realizzò, non senza fatiche e contrarietà. L’intuizione di aprire il cuore della Chiesa alle dimensioni del mondo o, in un linguaggio più confortiano, “Fare del mondo una sola famiglia”. Aprire, uscire dal proprio mondo, per incontrare altri mondi, altra gente, altri fratelli. I “carismi” dice un esperto (p. Cencini) rendono bella la Chiesa, la rendono variegata, arricchita di molte sfaccettature. Tutto quello che il Beato Conforti ha esperimentato e realizzato non era solo per lui, nemmeno per quel primo gruppetto che affettivamente chiamava “gli aquilotti”: i “suoi” Saveriani. Il suo vero senso sta proprio nell’essere messo a disposizione di quanti, per un atto gratuito dello stesso Spirito Santo, incontrano qualcosa di confortiano: un saveriano, una missione saveriana, una casa saveriana. Un carisma rimanda sempre ad un preciso concetto: la nostra vita è per gli altri! Esso ci spinge ad andare oltre la scorza delle cose, oltre i possibili ostacoli, poiché si entra nell’ottica di Dio. Il Beato Conforti non poteva che essere missionario ovunque si trovasse: a Ravenna, dove soffrì parecchio quel suo servizio di Arcivescovo, anche a Parma, dove “giocava in casa”; ma anche con il suo nascente Istituto: quante belle cose ma anche quante difficoltà! E lui, avanti, sempre avanti. L’hanno chiamato “l’uomo delle ripartenze”! Egli ci ha lasciato una Lettera Testamento, dove si esprime il suo grande cuore. “Dentro” i Saveriani ci hanno trovato un nucleo forte di Spiritualità; è stato un cammino, lungo, che è sfociato a dare i suoi frutti nel nostro recente Capitolo Generale. “Spirito di viva fede, che porta a vedere Dio, a cercare Dio e ad amare Dio in tutto ed in tutti”. Ecco che cosa ci unisce oggi: lo “spirito di apertura”, ovvero la nostra vita è per gli altri e “spirito di viva fede”, la nostra vita ha Dio come motore e forza. San Paolo. La sua vita si può racchiudere in questa affermazione: “Per me vivere è Cristo”. Lui, il più grande missionario, i suoi quattro grandi viaggi apostolici, sino a Roma, dove trova il martirio. Se San Francesco Saverio ha ispirato il Beato Conforti, San Paolo è stato per lui come il “piedestallo” sul quale fondare i valori per il nascente Istituto. Quante volte il Conforti cita San Paolo: nei suoi messaggi ai partenti, nelle lettere ai suoi missionari, per incoraggiarli. È un fatto vitale, non occasionale. Allora: perché siamo qui? Semplicemente per aiutarci a vivere, ciascuno nel modo che gli è chiesto, il “carisma” del Beato Conforti. Chi aiutando nel gesto volontario di qualche tempo dato in una casa saveriana, chi sostenendo l’opera dei Saveriani nel mondo, chi offrendo una preghiera quotidiana per l’opera missionaria, chi vivendo “da laici” (espressione del Concilio Vaticano II) il proprio impegno “per la missione”, chi perché è parte – da molti anni – del Gruppo degli Amici dei Missionari Saveriani (G.A.M.S.) . Noi non viviamo per noi ma per gli altri. Non posso perdere l’occasione che mi è data per dirvi GRAZIE! A nome del Padre Generale, che si trova in Indonesia, in visita ai confratelli di quella bella missione, a nome di tutta la DG e la DR d’Italia. Voi ci siete preziosi, proprio perché “vicini”: proprio perché “respiriamo la stessa aria”, ci sentiamo parte della stessa eredità spirituale e viviamo della stessa unità di intenti. Si, insieme possiamo rendere il mondo più bello.
p. Carlo Girola |