|
|
|
|
Il Racconto
Un vecchio proverbio dice che si capisce il cammino fatto solo voltandosi indietro una volta che lo si è compiuto. Credo che valga così per ogni esperienza significativa. Se ne capisce il senso solo alla fine. A Foligno, dal 29 agosto al 2 settembre si è svolto il convegno giovanile saveriano. Anche stavolta, come per le passate edizioni, si è trattato di un evento di aggregazione importante per tutta la famiglia saveriana che ha visto anche la collaborazione del Movimento Giovanile Missionario.
Ma veniamo ai contenuti. Il tema di questo convegno era: “volti e storie al crocevia della missione”. La missione infatti è prima di tutto condivisione. Si parte, prima che per fare qualcosa, per condividere la propria vita con persone che in comune hanno l’umanità e il desiderio di felicità e di pace vissute all’insegna di un volto e di una storia che per noi hanno fatto la differenza: il volto e la storia di Cristo.
Racchiudere in poche righe la grande ricchezza di esperienze e di spunti emersi durante i giorni di Foligno sarebbe davvero arduo quanto ingeneroso. Più che fare un racconto o una sintesi, mi piace riprendere le parole di p. Storgato nel suo intervento finale. Ripercorrendo le tappe salienti vissute durante i giorni del convegno p. Marcello ha voluto ricordare a tutti gli impegni che, per ogni tema affrontato nei vari giorni, ogni partecipante si portava a casa. “Ci siamo soffermati al “crocevia della missione”, qui a Foligno, per una tappa di cinque giorni. Abbiamo visto volti, ascoltato storie da lontano, ma che ci sono familiari. Volti e storie, icone dell’unico giovane volto, echi dell’unica grande storia di Cristo, missionario del Padre per l’umanità, attraverso la modesta mediazione delle missionarie e dei missionari del beato Guido Conforti, impegnati per l’unica missione di evangelizzazione, in modi diversi con vari popoli del mondo. Difficile dimenticare! “Storie di Asia, volti di fede, storie di incontro e diversità, occhi di pace, tracce di un Dio che ha seminato luce”. Il dialogo, sì: a cominciare dalle piccole cose quotidiane: personali e in famiglia, a scuola e al lavoro, nel divertimento e nell’impegno, sulle strade e nelle piazze, nella vita di preghiera, nella comunità e nella società; studiando e meditando i Libri sacri e le culture, dove lo Spirito ha seminato il Verbo della vita; andando incontro alle persone, che Dio ama con paziente attesa. Giustizia e pace, sì: adottando uno stile di vita sobrio e solidale, senza cedere alle mode del tempo; curando l’informazione nostra e altrui, per conoscere e diffondere le iniziative di bene, che trasmettono speranza nella vita e nella novità; reagendo civilmente agli slogan di successo, che disprezzano e dividono parti della nostra umanità e attizzano l’ingiustizia e la violenza. “Storie d’America, storie di chiesa, che vive nella gente, vangelo aperto vissuto insieme, un Dio vicino all’uomo”. Chiesa viva e vivace, sì: perché dal battesimo siamo tutti figlie e figli nella stessa famiglia cristiana, discepoli missionari che crescono e camminano, responsabili di sé e delle sorti dell’umanità, collaboratrici e collaboratori di Cristo nel regno evangelico; ognuno con la nostra parte di impegno, gioioso e volontario, alimentato dall’ascolto della Parola di vita, dalla preghiera e dalla comunione. Tutto questo, e quanto di più, abbiamo conosciuto e sperimentato al “crocevia della missione”. E adesso? Che strada prendo, in che direzione vado? - è stato bello: basta così! - è stato bello: vado avanti! Io vado avanti, “perché non è vero che una via o l’altra fa lo stesso; non è vero che ogni verità può andare bene; non è vero che ciascuno trova comunque la Sorgente della vita… Eccomi, Signore, manda me! Fino ai confini del mondo…” (Teresina Caffi). Alessandro
Le testimonianze di chi c’era…
Elisa
Elisa Lazzari, missionaria Saveriana - Sardegna
Anna Dopo aver fatto già tre convegni saveriani da questo convegno di Foligno non mi aspettavo un granchè e se devo essere sincera mi era anche passata la voglia di andarci, stare in spiaggia ha un fascino unico e ineguagliabile... ma ormai eravamo in ballo e abbiamo ballato... Appena arrivati a Foligno si respirava un aria diversa c'era già il clima del convegno, il classico clima che di solito si respira alla fine, qui invece si respirava già dall'inizio ... per la prima volta le tre realtà della famiglia saveriana lavoravano insieme gomito a gomito per realizzare lo stesso Sogno. Sono stati bellissimi gli interventi dalle missioni del Bangladesh, dell'America Latina e dell'Africa. Finalmente un convegno in cui non parliamo solo di noi e dei problemi che ci possono essere nelle nostre realtà parrocchiali ma apriamo gli orizzonti e volgiamo il nostro sguardo verso il Mondo. Per la prima volta sentiamo parlare dei giovani, come noi, che vengono da missioni in cui lavorano i saveriani, giovani che ci parlano della loro vita di fede, dove la fede e la vita di tutti i giorni non viaggiano su binari paralleli ma ciò in cui si crede entra nelle scelte di tutti i giorni, e questo per noi occidentali è un bello schiaffo, per noi che viviamo la fede come un'imposizione dall'alto loro ci hanno dimostrato che la fede è una scelta fondamentale che abbraccia la vita di tutti i giorni. Sono stati interessanti anche i laboratori, in cui si aveva l'opportunità di affrontare dei temi e di confrontarsi, e il confronto è stato molto arricchente perché i gruppi erano formati da persone di età e di storie diverse, giovani e meno giovani che si incontrano e si confrontano su temi importanti come : la chiesa comunione o istituzione? L'acqua come bene fondamentale per la vita dell'uomo, confronto di come viene usata al nord e la sud del mondo,e tanti altri temi interessantissimi. In questi giorni di convegno è venuta fuori la gioia e la bellezza dello stare insieme, la gioia di iniziare nuove e importanti amicizie e la gioia di sentire ancora più salde amicizie consolidate da anni di conoscenze, e mi viene in mente un versetto di S.Paolo "Dio Ama chi dona con Gioia", e tra i giovani questa gioia e questa gratuità si vede da lontano e noi un po’ più grandi, in questo, abbiamo molto da imparare da loro. Grazie a tutti per questa bellissima esperienza e non dimentichiamoci mai che "Dio ama chi dona con Gioia". Anna Cherchi – Laica Saveriana – Macomer
Manuela Rientrare dopo un mese in Colombia e partire subito per il convegno giovanile saveriano è stata la pazzia più intelligente che abbia mai fatto. Sembra un controsenso ma è così! Perché i convegni nazionali (questo per me è stato il terzo) mi hanno sempre fatto da effetto ricarica. Il ritorno da una realtà di missione è un po’ spiazzante, c’è molto da rielaborare e si rischia di chiudersi tra i ricordi e le domande ancora senza risposta. L’esperienza di Foligno è stata una ventata di mondialità, la conferma di tante scelte e soprattutto l’occasione per confrontarmi con chi vive come me l’esperienza dell’animazione missionaria. Torno ancora più determinata a perseguire le mie scelte di vita, con l’impegno di essere “una pulce fastidiosissima, che pizzica tutto ciò che dorme attorno a lei”.
Manuela – Giovane - Salerno
Nicola L’ultimo mio convegno giovanile saveriano era stato quello di Macomer (Nu) nel 1998. Dopo 12 anni, ero curioso di vedere le differenze e i cambiamenti della pastorale giovanile. A Foligno sono stato felicemente soddisfatto. Era cominciata un anno fa la preparazione remota con una montagna di idee e di persone che offrivano la loro disponibilità. Erano anche tante le cose da preparare: il numero speciale di Missionegiovani, i contatti con i missionari dei tre continenti e i direttori dei centri diocesani in Italia, l’animazione dei gruppi giovanili, la consulta, il concorso dell’inno, ecc. e in verità, non ci siamo risparmiati in nessun settore. E poi a differenza di Macomer, avevamo coinvolto i giovani fin dall’inizio nella progettazione e nella realizzazione del convegno. Mi sono subito accorto (e mi è piaciuto molto!) che avevamo davanti un convegno “giocato” a quattro mani: i saveriani, le saveriane, i laici saveriani e Missiogiovani (MGM). A Foligno volevamo condividere tra di noi e con i giovani esperienze, spiritualità, laboratori e soprattutto la nostra fede: ciascuno con le sue specificità. Insomma, credo che, grazie a Dio, questo c’è stato! Ecco alcune domande che ancora mi girano in testa e che cercano una risposta:
- Come si fa nel 2010 a far pregare un gruppo di giovani? Con quali metodi e tematiche? Il pellegrinaggio e la penitenziale di Assisi (san Ruffino) era appunto l’opportunità della preghiera e dell’interiorizzazione, ma ci siamo riusciti? - Quali impegni ci siamo presi “solennemente” a Foligno e come li porteremo avanti? Chi ne sarebbe responsabile? - Quanti anni ancora dovrà aspettare la famiglia saveriana (saveriani, saveriane e laici sx) prima di mettersi assieme per un momento di condivisione e di progettazione? Insomma, il crocevia della missione ci costringe a delle scelte. Dopo Foligno, è evidente che la famiglia saveriana in Italia deve, senza più ritardare, organizzare un momento per conoscersi e fare circolare delle idee e delle proposte per i prossimi anni. E questo va fatto a ”tre mani”. Buon lavoro!
Nicola Colasuonno – Missionario saveriano – Prossimo partente per il Congo
Ilaria Che emozione rivedere p. Claudio Marano accanto a me, con il bubù sgargiante che tanto mi aveva colpito a Kamenge! Aver portato due animatori del Centre Jaunes è stata una significativa vittoria per lui e i 34.000 ragazzi iscritti: non mollare mai ciò che credi sia importante! Nel pellegrinaggio ad Assisi mi sono sentita parte di una comunità senza frontiere, tutti in cammino alla ricerca di Dio, La Relazione d’Amore! Infatti è il come stiamo insieme che fa la differenza! P.Giuà e il ragazzo che con lui è venuto dal Bangladesh, sono dei sorprendenti “cristiani al naturale” perchè con naturalezza e spontaneità si relazionano con chiunque, quotidianamente, senza timori, senza orologio in mano! Che vispa la pulce nella storia della casa dormiente abitata da persone e animali addormentati di p. Stefano Raschietti! Mi chiedo..io quanto sono pulce? E quanto “mordo” per far risvegliare gli assopiti cristiani che incontro? Ilaria Bastianelli – giovane - Ancona
Francesca
Io ho apprezzato particolarmente quella di p. Claudio Marano che ha presentato la realtà del Centre Jeunes Kamenge a Bujumbura in Burundi. Infatti, essendo appena tornata dall’esperienza in missione in Congo e Burundi ed avendo quindi trascorso dei giorni al centro, partecipando al campo di lavoro insieme ai giovani, ho potuto constatare io stessa che la pace, la giustizia e la convivenza tra le diverse etnie e religioni,di cui ha parlato nella sua testimonianza, non solo sono possibili ma sono anche vissute in maniera molto semplice e concreta tra i giovani del centro. Lo stesso Steven, uno dei ragazzi burundesi che ha accompagnato p. Claudio, ha cantato:”vogliamo impegnarci per cambiare il mondo,non al singolare ma al plurale,insieme!!” e grazie a lui si è ricreato un po’ di quel clima festoso e gioioso che si respira lì quotidianamente. Insomma è stato bello incontrare nuovi volti,ascoltare nuove storie,conoscere nuove culture e soprattutto incontrarsi al crocevia della missione e stare insieme anche quando culture diverse sembrano dividere! Francesca – Giovane - Salerno
Avete presente la differenza che passa tra uno spartito musicale e la sua esecuzione? Ecco la differenza che c’è tra il racconto che si può fare del Convegno giovanile tenutosi a Foligno quest’estate e… l’esserci stati. Mi sono sentita come un pesciolino nell’acqua (o come un aquilotto che “che si libra nel vento”, volendo riprendere il Musical e la veglia di preghiera che è seguita), cioe’ immersa in un ambiente vitale che mi donava nutrimento, energia, emozioni (e fin qui la metafora regge), ma anche una corposa formazione, spunti di riflessione che mi portavano alle radici della nostra vocazione missionaria, motivazioni ritrovate, sogni lasciati andare che ritornavano, ma questa volta come progetti… Riuscite a “sentire la musica”? Come ringraziare il Signore e quanti hanno reso possibile un evento così ricco e così ben preparato? Forse… danzando la musica ascoltata!? Quale grande amore ci ha donato il Signore chiamandoci alla vocazione missionaria!
Nuccia – laica saveriana - Salerno |