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PAOLO DI TARSO
Negli Atti degli Apostoli Paolo si descriveva così: “ Sono un giudeo, nato a Tarso di Cilicia, cittadina di una metropoli non certo senza importanza. Sono stato educato in seno al giudaismo nella maniera più rigorosa. Ho avuto la fortuna di nascere in seno ad una famiglia, che aveva ottenuto la cittadinanza romana, e sono fiero di tale privilegio. Sono cresciuto a Gerusalemme, formato alla scuola del celebre maestro Gamaliele, e là ho imparato ad interpretare in modo stretto la legge ebraica secondo la tradizione dei farisei. Praticavo con zelo le tradizioni del mio popolo e superai nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, tanto da poter dire di poter essere considerato quasi irreprensibile nell’osservanza della legge veterotestamentaria. ( Atti 21, 39; 22,3; 22,28; Galati 1,13 – 14; Filippesi 3,5 – 6).” Paolo fu innanzitutto un ebreo fiero di appartenere a questo popolo, inoltre si gloriava di essere nato a Tarso, una città universitaria, capoluogo amministrativo e centro commerciale, dove era diffusa sia la cultura greca che pagana. Fu avviato dai genitori allo studio della legge ebraica perchè ne divenisse maestro. A Tarso egli apprese l’arte della tessitura delle tende, perché ogni studente della legge ebraica doveva imparare un mestiere oltre che dedicarsi allo studio. Ciò gli consentirà in seguito di guadagnarsi da vivere durante la sua attività missionaria. A Gerusalemme portò a termine, in modo brillante, i suoi studi tanto da occupare una posizione di primo piano all’interno della sinagoga ( poteva votare all’interno del Sinedrio quando i cristiani erano processati per la loro fede). Dopo la sua conversione a Damasco, luogo scelto dai cristiani per rifugiarsi in quanto era una città indipendente, decise di rimanere lì ma in seguito dovette fuggire aiutato da alcuni amici (2cor 11, 32 Atti 9, 23 – 25) perché ritenuto indesiderato dalle autorità cittadine. Si recò quindi a Gerusalemme, dove conobbe Pietro, poi a Cesarea e infine a Tarso. I successivi undici anni li trascorse in Cilicia e Siria. Ad Antiochia Paolo lavorò insieme a Barnaba ed in quel periodo si recarono a Gerusalemme per portare aiuto ai cristiani perseguitati da Erode Agrippa. Paolo e Barnaba inviati dalla chiesa di Antiochia, cominciarono il loro primo viaggio missionario. Si diressero verso Cipro (dove annunciarono Cristo ad un ufficiale di Roma ) e a partire da questo sempre più viene chiamato con il nome romano di Paolo anziché Saulo. Da lì si spinsero ad Antiochia di Pisidia quindi si recarono nella regione della Galazia ( atti 14. 7 – 20) spingendosi poi ad Antiochia di Siria. Quando entravano in una nuova città si rivolgevano prima agli ebrei riuniti nelle sinagoghe poi ai pagani. Durante questo primo viaggio missionario Paolo si ammalò probabilmente agli occhi. Intanto ad Antiochia, mentre Paolo era via con Barnaba, erano giunti ebrei convertiti al cristianesimo che predicavano anche per i cristiani l’obbligo della circoncisione e la sequela della legge giudaica creando grande confusione tra i giovani cristiani. Non potendo Paolo ritornare ad Antiochia, decise di scrivere la lettera ai Galati per chiarire queste problematiche. La posizione di Paolo al riguardo può sintetizzarsi così: “ Non c’è circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l’essere nuova creatura” Gal 6,15. Nel 49 dC si riunisce il primo concilio di Gerusalemme ( At 15, 6 – 21) per risolvere la questione della circoncisione dei pagani. Si decise che non era obbligatorio seguire la legge giudaica ma i convertiti dovevano astenersi da pratiche ritenute ripugnanti dagli ebrei come mangiare carni sacrificate. Secondo viaggio missionario. Paolo non parte più con Barnaba per un dissidio (Paolo infatti non voleva con sé Marco, cugino di Barnaba, che li aveva abbandonati nel primo viaggio) e scelse come suo compagno Sila, poi durante il percorso si aggiunsero Timoteo e Luca. Rivisitò le comunità del primo viaggio quindi si recò a Triade e poi a Filippi in Europa. Qui Paolo e Sila furono accusati di provocare disordini pubblici e furono gettati in prigione. Dopo un terremoto e la conversione del suo carceriere Paolo fece valere i suoi diritti di cittadino romano richiedendo scuse formali per il trattamento subito e quindi lasciò la città. Si recarono a Tessalonica e Berea infine ad Atene dove la sua predicazione tra gli intellettuali greci non riportò grandi successi. Lasciata Atene si recò a Corinto ( qui scrive la I e II lettera ai tessalonicesi). Si recò poi ad Efeso, Cesarea marittima, Antiochia di Siria. Terzo viaggio missionario. Ritornato ad Efeso, in questo periodo fondò le chiese di Colosse e Laodicea. Paolo per tre anni visse ad Efeso: in quel periodo visitò la chiese della macedonia cioè Filippi, Tessalonica, Berea ( At 20,1 -2 ) e probabilmente fu di nuovo incarcerato. E’ di questo periodo la stesura della I e II lettera ai Corinti e la lettera ai Romani. Si recò, poi, a Gerusalemme con Luca e Timoteo. Paolo fu di nuovo arrestato ma rivendicò i suoi diritti di cittadino romano, quindi fu trasferito a Cesarea e processato davanti ad un giudice romano affinché potesse godere dei benefici della legge romana. Dopo due anni di prigionia fu inviato a Roma accompagnato da Luca e da un altro amico. Dopo molte avventure sbarcò a Pozzuoli dove fu accolto dai cristiani del luogo, quindi proseguì per Roma dove rimase prigioniero due anni, agli arresti domiciliari ( At 23,11). Qualche storico ipotizza che Paolo abbia subito il processo e poi sia partito per la Spagna ( non ci sono prove bibliche ma in Spagna esistono tradizioni al riguardo). Durante il periodo della prigionia Paolo scrive tra il 60 e il 62 dC le lettere pastorali ossia quelle inviate a Colosse, Filippi, Efeso, il biglietto a Filemone che viveva a Colosse. La tradizione dice che Paolo morì martire a Roma nel 67 dC e che la decapitazione avvenne alle acque Salvie, sulla via Ostiense a 5 chilometri dalle mura di Roma. colore viola primo viaggio (46 – 49 dC) colore azzurro secondo viaggio ( 50 – 53dC) colore verde terzo viaggio ( 54 – 58) colore rosso viaggio a Roma (60 – 61 dC)
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