|
|
|
|
R. D. Congo - Sostenere la pace Oggi la pace e la sicurezza delle popolazioni del Kivu sono possibili, molto dipende dal sostegno internazionale.
Da molti anni siamo in cammino con il popolo congolese. Abbiamo sentito, in qualche modo, il peso e l’umiliazione di sofferenze assurde causate da lunghe guerre legate allo sfruttamento delle ricchezze del paese: milioni di morti, sfollati senza soccorso adeguato, violenze, fame, mancanza di medicinali, silenzi della comunità internazionale. Il legame continuo con amici e comunità congolesi ci hanno aiutato a non perdere la speranza; abbiamo visto in loro la forza della resistenza, la capacità di adattarsi e la voglia di vivere. Con varie associazioni (Beati costruttori di pace, Chiama l’Africa, Istituti missionari…) abbiamo partecipato in Italia e in Congo agli avvenimenti più significativi degli ultimi tempi: simposio per la pace (Butembo), elezioni politiche (come osservatori internazionali), Conferenza Amani per la pace (Goma). Altre realtà si sono mosse. Ricordiamo in particolare l’appello lanciato dal settimanale “Vita” del Dicembre 2008, “Non restiamo a guardare”, che ha raccolto l’adesione di vari parlamentari, singoli e associazioni. Dopo l’ultimo viaggio a Goma durante gli accordi del 23 Marzo (Governo – Cndp) e la visita di solidarietà dei rappresentanti della Conferenza Episcopale congolese abbiamo potuto incontrare gente della città, amici e rappresentanti del processo di pace in corso. La conclusione: oggi la pace e la sicurezza delle popolazioni del Kivu è possibile. Molto dipende dal sostegno internazionale per: · garantire “sicurezza” agli sfollati provenienti dai villaggi dell’interno della regione e facilitare il loro rientro con forniture di suppellettili, lamiere per costruzioni, attrezzi agricoli, viveri per alcuni mesi; · disarmare e neutralizzare i gruppi armati stranieri (FDLR e LRA) e nazionali, che continuano a rifornirsi attraverso lo sfruttamento dei minerali, a fare vittime e rappresaglie sulla popolazione inerme; l’esodo della popolazione di molti villaggi del nord e sud Kivu non è finito; · appoggiare la polizia e il nuovo esercito congolese, che si sta organizzando dopo anni di invasioni e ribellioni, per la difesa dei civili e il controllo del territorio; · contribuire alla ripresa della vita e alla ricostruzione nazionale nei vari settori della società: scuole primarie e professionali, strade, valorizzazione dell’agricoltura e delle foreste ecc., attraverso investimenti e accordi nel rispetto del diritto e della dignità di ogni popolo. Restare a guardare non è una soluzione. Lo ha richiamato recentemente Alan Doss, l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la R.D.Congo. “C’è davvero la speranza di raggiungere una soluzione stabile ai problemi che hanno afflitto la regione per oltre 10 anni”. Lo stesso avviso è stato espresso dagli inviati speciali dell’ONU e dell’U.A. È importante richiamare l’impegno assunto dal Governo Italiano (24 Febbraio 2009), in seguito alla proposta dei senatori Soliani e Marcenaro, “a prendere parte attiva agli sforzi della diplomazia internazionale volti a fermare i massacri in atto nel Kivu, autorizzando a tal fine una spesa adeguata nell’ambito degli stanziamenti previsti per gli interventi di cooperazione allo sviluppo”. Ci sono interventi necessari da parte delle istituzioni nazionali e internazionali, che la società civile può e deve sollecitare; ci sono iniziative di solidarietà e di sensibilizzazione per fare conoscere all’opinione pubblica la situazione attuale del Congo. Non tutti i pericoli sono stati rimossi e l’urgenza di un impegno rinnovato per uscire dalla crisi, dopo il dramma umanitario che conosciamo, è necessario. Pensiamo sia opportuno restare collegati, aiutarci a sostenere iniziative, proposte della società civile congolese, per sostenere il processo di pace.
Vicomero, 20 Aprile 2009 p. Silvio Turazzi, Lino Ravasi, Edda Colla
Associazione Solidarietà Muungano – Onlus Strada Cavestro 16 Vicomero 43056 – San Polo di Torrile (PR) Web: www.muungano.it – e-mail: info@muungano.it |