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“Il Signore ci precede e ci accompagna”

La prima volta che abbiamo ascoltato questa espressione – riportata da p. Arrigoni – eravamo una giovane coppia di sposi. Ci aveva stupito la prima parte: cosa significava “il Signore ci precede”?

P. Arrigoni, con la sua straordinaria chiarezza tradusse: “Il Signore è già lì, ovunque vi chiami ad operare”. E continuò: “Non siamo noi a portare il Signore. È Lui che ci porta tutti. Anche nella foresta più sperduta, mai visitata da un uomo bianco, ho fatto questa esperienza: il Signore era già lì”.

Perché iniziamo con questo ricordo? Perché è ciò che descrive meglio l’esperienza che stiamo facendo da quando abbiamo avuto il privilegio di lavorare con i giovani. Prima con i giovani dell’università (con p. Ezio), poi con il “gruppo giovani” (animato prima da p. Pier, poi da p. Giuà, poi da p. Alex) e, infine, con il gruppo chiamato “compro-missione”.

La disponibilità data di anno in anno a quest’esperienza di animazione e di servizio si è rivelata per noi una forte esperienza della presenza di Dio che ci precede per poi portarci insieme.

Stiamo camminando con i giovani e, insieme con loro, stiamo crescendo. I temi, le riflessioni, le provocazioni, le proposte che caratterizzano gli incontri sono per noi una continua opportunità di verifica e di conversione.

Quando ci è stata fatta la proposta di entrare nell’équipe di quel cammino chiamato “Tabor”, per affiancare Alessandro e Alessandra di Ancona, ci è sembrato che il Signore ci porgesse un ulteriore dono. L’unica perplessità era legata alla distanza geografica (il cammino del Tabor è legato alla casa saveriana di Ancona) e alla necessità di rivedere un po’ gli impegni, dal momento che ci veniva chiesto di essere presenti a due convivenze e al campo estivo, nonché agli incontri dell’équipe saveriana ad Ancona.

Un rapido confronto con i padri della casa saveriana di Salerno - con i quali collaboriamo come laici saveriani – ci ha poi messi in condizione di accogliere la proposta con molta serenità.

Siamo stati ad Ancora per un week-end. Lì abbiamo incontrato i membri dell’équipe - p. Enzo e p. Carlos saveriani, Lidia saveriana, Serge, neoprofesso alle soglie dell’ordinazione sacerdotale – insieme ai “nostri” Alessandro e Alessandra ed abbiamo programmato la prima convivenza del Tabor.

Non è stato un incontro semplicemente organizzativo. È stato un incontro “nel Signore”, di quelli che Lui prepara precedendoci nel cuore gli uni degli altri.

Era la prima volta che sedevamo insieme intorno allo stesso tavolo, ma nessuno di noi era estraneo all’altro. La stima reciproca, la disponibilità all’ascolto vicendevole, il confronto sereno, attestavano la presenza del “dolce Ospite dell’anima” che crea quella comunione che ci fa sentire membra gli uni degli altri e, insieme, membra di uno stesso corpo.

Ci è stato chiesto quali sono le nostre attese e come ci stiamo preparando a questa “nuova avventura”. Fermo restando che riteniamo doveroso formarci con ogni mezzo per porgere un servizio non improvvisato, sentiamo tuttavia che la preparazione da non trascurare è quella della… fedeltà al Signore e al suo Progetto.

Vogliamo continuare a camminare con Lui, fino a riuscire a… lasciarci portare da Lui.

A pensarci bene, non è questo che desiderano i giovani che si avvicinano al Tabor? Allora non abbiamo che da… prenderci per mano ed orientare i nostri passi, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, unico Maestro. Colui che ci precede e ci accompagna sempre.

 

Nuccia e Carmine