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Unità di strada a Salerno

 

Carmen Giannattasio è una laica saveriana del gruppo di Salerno che da circa un anno vive, insieme ad alcuni volontari Caritas, l’esperienza notturna di incontro e aiuto con i senza fissa dimora della sua città. Ci lascia alcune riflessioni che meritano di essere lette.

 

Non sempre è facile parlare e condividere le esperienze forti, soprattutto quelle che ti pon­gono tutti gli interrogativi e quelle che ti colpiscono nel tuo essere borghese e perbenista.

Erano alcuni anni che mi incuriosiva molto il mondo di coloro che vivono per strada, però sia per motivi organizzativi,sia per stanchezza fisica, l’idea di uscire la notte veniva sempre accantonata. A Dicembre per puro caso mi è capitata l’opportunità di uscire con l’unità di strada della Caritas diocesana che organizza turni due volte alla settimana per portare latte e caffè caldo, qualche coperta e soprattutto per istaurare una sorta di dialogo con coloro che vivono per strada.

La varietà dei senza fissa dimora è diversificata: non si trovano solo immigrati clandestini che non sanno dove andare, ma ce ne sono molti con regolare permesso di soggiorno che fino a poco tempo fa lavoravano regolarmente e che improvvisamente si sono trovati licen­ziati o perché non servivano più a nessuno, o perché erano talmente soggiogati da padroni e caporali da non reggere più. Si trovano anche persone italiane che per vari tipi di dipen­denze sono state allontanate dalle loro famiglie.

Nel momento in cui ci si avvicina a queste persone bisogna mettere da parte tutti i pregiu­dizi che a buon ragione si hanno verso queste persone: sono sporchi, sono stranieri, sono dei nullafacenti, sono senza dignità, sono persone inutili che non servono alla nostra società e benissimo potrebbero sparire senza che nessuno se ne accorga.

Anche per loro non è facile farsi avvicinare perché di solito infastidiscono le persone e di solito anche le forze dell’ordine se la prendono con loro in modo talvolta vio­lento. È strano che qualcuno possa in­teressarsi a loro che sono invisibili agli oc­chi di tutti, ed è nella scia di questo rap­porto che si instaura, complice la notte, che cominciamo a parlare delle terre la­sciate, delle loro tra­dizioni, delle famiglie e di sogni infranti dalla nostra società, dalla nostra non ac­coglienza, e dalla no­stra cristianità di cui ci accusano sempre. E l’incontro conti­nua…

Carmen