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Associazione Laici Saveriani Onlus –Microfinanza campesinaA

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Ecco come Alessandro Andreoli , missionario laico saveriano, descrive il progetto di microfinanza in Ecuador di ritorno dal paese latino americano.

Il progetto " Un Trattore per Chaca" ha come partner locale proprio la Cooperativa Codesarollo la cui attività è descritta in questo articolo.   

Carissimi

Eccomi qui a raccontarvi un po’ della mia breve ma intensa esperienza in Equador. Innanzitutto, vi chiederete, che cosa ci sono andato a fare in Ecuador? Con chi e perché?

Da circa 5 anni è attivo in Ecuador, una sorta di gemellaggio tra il movimento del credito cooperativo italiano (le BCC – Casse rurali) e Codesarollo (una sorta di grande Bcc Ecuadoriana) per sostenere lo sviluppo e la crescita delle nascenti casse rurali nell’ambito di un progetto di cooperazione internazionale. 

Costituita ufficialmente nel 1997 a Quito, capitale dell’Ecuador, la Coperativa de Arrollo y credito de los pueblos (Cedesarrollo) nasce dall’iniziativa del FEPP (Fondo Ecuadoriano Populorum Progressio) un’istituzione sociale fondata nel 1970 a seguito dell’enciclica papale Populorum Progressio di Paolo VI su iniziativa illuminata dell’allora vescovo di Quito, mons. Candido Rada

In un paese infatti in cui il tasso di povertà è tutt’ora molto elevato, in cui l’80% della popolazione vive con meno di due dollari al mese (e di questi, il 35% vive sotto la soglia dell’indigenza vale a dire con meno di un solo dollaro al mese); in un paese in cui il 30% dei bambini (specie in alcune comunità indigene) muore al di sotto dei 5 anni in cui il 65% dei bambini delle aree urbane è denutrito e in cui il 15% del PIL, destinato alla copertura delle spese militari, lascia i poveri senza servizi di prima necessità quali acqua, luce, scuola e assistenza sanitari, il FEPP opera attivamente da circa 30 anni soprattutto nelle zone rurali del paese con programmi di formazione e appoggio allo sviluppo rivolti a gruppi e organizzazioni di base indigeni e contadini. Obiettivo della fondazione è infatti quello di promuovere lo sviluppo integrale dei settori popolari ecuadoriani, secondo lo spirito evangelico e la dottrina sociale della chiesa: dall’accesso alla terra alla commercializzazione e all’incremento della produzione e della produttività, dalla creazione di microimprese alla conservazione di risorse naturali, dalla formazione professionale dei giovani campesinos all’accesso al credito attraverso la cooperativa Codesarrollo.

Quest’ultima rappresenta oggi in Ecuador, un sistema finanziario etico alternativo e costituisce di fatto un soggetto bancario economicamente sano con un significativo parco clienti, un assetto organizzativo definito, un profilo reddituale non trascurabile e, soprattutto, interessanti potenzialità di crescita. Il suo obiettivo è quello di creare e sostenere reticolarmene strutture finanziari e locali (cajas rurales) in grado di alimentare un’economia circolare capace di trattenere in loco le risorse create evitando così la concentrazione della ricchezza nelle città e il suo trasferimento all’estero offrendo così una risposta concreta al problema strutturale e drammatico dell’emigrazione.

Trattenere la ricchezza la dove viene generata.

E’ questa la grande sfida di Bepi Tonello, presidente di Codesarrolo e direttore del FEPP: un italiano di origini venete giunto in Ecuador con l’operazione Mato Grosso e stabilitosi definitivamente qua, da oltre 30 anni. Figura carismatica, profondo conoscitore della realtà ecuadoriana e delle “sua” popolazione andina, Bepi Tonello mi ha impressionato per la sua profondità. Un uomo di grande fede, con un profondo percorso spirituale alle spalle. Un uomo di “Spirito”. Illuminato, con una profonda e chiara visione profetica dei problemi e dei possibili percorsi di uscita. Una persona capace di parlare in modo coinvolgente e carismatico alle folle e allo stesso tempo attento ascoltatore del singolo e alle sue esigenze. Un uomo che ha dedicato la propria esistenza a “los pobres”e che, per questo, non si vergogna di parlare apertamente di povertà. Un concetto, quest’ultimo, che in questi termini assume il senso della liberazione da una schiavitù moderna e restituisce piena dignità alle persone.

“La plata de los pobres a los pobres”

Il denaro dei poveri ai poveri. E’ questo il motto di Codesarrollo che si può leggere su tutte le sue insegne sparse per le oltre 16 agenzie diffuse in  tutto il paese. E questa è anche la ricetta semplice ma altrettanto rivoluzionaria alla base dell’attività di questa cooperativa di credito che ha, come obiettivo, proprio quello di invertire la rotta dei flussi di ricchezza che ancor oggi, in certi casi, dalle campagne esce verso le città e da qui altrove impoverendo sempre di più il paese.

“Proviamo ad immaginare la finanza locale come un fiume che corre al mare portando con sé tutto e lasciando nulla alle spalle. E’ il cammino dal sud al Nord che non lascia nella nelle mani di chi originariamente produce. Noi” – dice Tonello – “vogliamo invece che quel fiume si fermi in piccole lagune che trattengano nella comunità la ricchezza prodotta e creino lavoro. Solo in questo modo potremo costruire con i poveri un futuro diverso e i poveri potranno essere veramente artefici del loro sviluppo”

Ed è proprio questa l’attività principale di Codesarollo la quale aiuta appunto i poveri a reinvestire nella comunità e per la comunità, quel poco (a volte solo un dollaro al mese) che faticosamente ogni famiglia riesce a risparmiare in modo così da alimentare, attraverso il credito (codesarollo moltiplica fino a dici volte cioè che si è risparmiato) un lento ma progressivo e diffuso percorso di sviluppo

“In ogni luogo” dice Tonello, “esistono infatti risorse e problemi. Il segreto dello sviluppo locale però, è proprio quello di saper utilizzare le risorse disponibili per risolvere i problemi. E la principale risorsa dell’Equador è proprio la gente, portatrice di valori culturali ancora intatti quali la solidarietà, lo spirito comunitario, l’amore per la terra, per la vita, la resistenza di fronte al dolore, la solidarietà, l’austerità, la relazione sempre positiva e amorosa con Dio. Ma tutto questo non basta e la gente dell’Equador l’ha capito: occorre una mentalità nuova. Mushu cyuyai è il nome di una piccola cooperativa di contadini a 3.500 metri sulle Ande. In chechua, la lingua indigena locale, significa “pensiero nuovo”, nuova mentalità. E’ la mentalità di chi ha finalmente capito che “vince la povertà solo chi consuma meno di quanto produce. La differenza è il risparmio. E il risparmio è molto di più che un semplice fatto economico. E’ una vera e propria rivoluzione mentale soprattutto per chi ha poco o niente in quanto implica il dover programmare, costruire alternative, auto-limitarsi, sviluppare una nuova mentalità. E i poveri dell’Ecuador, sanno risparmiare perché vivono con grande sobrietà. A volte non possono risparmiare più di un dollaro al giorno ma non è importante il quanto perché sono persone che hanno capito che risparmiando anche pochissimo, possono cambiare completamente la loro condizione, possono diventare protagoniste, attori e attrici del cambiamenti. Sono persone che hanno capito che attraverso il risparmio  le condizioni di vita cominciano a trasformarsi. E quando questo risparmio si mette in comune e viene investito nella cassa rurale, allora succede il miracolo: sono i poveri che si organizzano  e diventano artefici del loro destino

Questa è  la strada per raggiungere la felicità e vivere in pace nella propria terra. E questa è anche la lezione che mi porto a casa da questa mia breve esperienza in Ecuador e che mi hanno insegnato i poveri di laggiù i quali non chiedono beneficenza. Chiedono solo un’opportunità perché, come recita un manifesto appeso alle pareti di una delle tante casse rurali visitate durante questi giorni “Ogni povero merita l’opportunità di migliorare la sua condizione economica e ciò si può fare semplicemente assicurando il suo diritto al credito”

Per questo in Ecuador ho imparato a parlare non più di microcredito o di microfinanza ma di Finanza popolare. Un concetto nuovo, un concetto più grande, più bello, coinvolgente e profondo. Il microcredito infatti è piccolo per definizione, perché è fatto di tante piccole gocce dove c’è sempre qualcuno che dà e qualcuno che riceve e chi dà, tende spesso ad essere più importante di chi riceve.

La finanza popolare invece è grande come il mare perché è formato da tutte le gocce che vengono dalle famiglie povere delle comunità.

La microfinanza è piccola perché è un fatto esclusivamente economico. La finanza popolare invece è grande perché non è solo un fatto economico ma un fatto sociale. 

E’ innanzitutto una grande espressione di democrazia economica perché nasce da una esigenza del popolo che diventa artefice del proprio sviluppo e protagonista nell’azione di riscatto dalla sua condizione di indigenza e povertà.

Al centro dell’attenzione quindi, non vi è solo la concessione di microcredito, la raccolta di piccoli risparmi ma le persone stesse ed i loro progetti al servizio dei quali si pone la finanza.

Una finanza popolare organizzata crea tutti i presupposti per un sano sviluppo delle comunità nelle quali viene praticata. Essa è forse l’unica speranza che possono avere i popoli del sud del mondo per eliminare le cause e gli effetti della povertà, dell’ignoranza, della disuguaglianza e per vivere dignitosamente nelle proprie terre evitando così anche il dramma dell’emigrazione   

Per questo sono convinto che la finanza popolare è forse anche uno dei percorsi possibili (sicuramente non l’unico m probabilmente uno dei più efficace) per riuscire ad incarnare il volto evangelico del credito che significa dare fiducia. 

Quando quattro anni fa sentii parlare per la prima volta del progetto Microfinanza campesina, lo feci grazie ad un articolo letto su una rivista. Lo sono andato a riprendere… Il titolo era: la forza di Codesarollo è nello Spirito. Ve ne ripropongo un piccolo stralcio “Papito Jesus, Mamita Virgen. Non è consueto sentir parlare di Cristo e della Vergine in termini tanto affettuosi: paparino e mammina. Eppure Bepi Tonello lo fa con naturalezza quando parla con i campesinos al termine delle funzioni religiose che sulle Ande hanno un sapore tutto particolare: messe partecipate nelle quali si riscopre il valore dello stare insieme e si affida alla Provvidenza la fatica di un lavoro massacrante ed incessabile. Parlare della redenzione da un lato, dare credito e fiducia dall’altro. Questa è l’essenza profonda che fa della cooperazione di credito ecuadoriana un unicum tutto particolare. (…)”

Cito questo articolo perché mi colpì molto la descrizione che in esso era contenuta e mi colpì molto perché probabilmente era quella dentro cui mi ritrovavo. “Parlare della Redenzione da un lato, dare credito e fiducia dall’altro. Questa è l’essenza profonda che fa della cooperazione di credito ecuadoriana un unicum tutto particolare”

Allora fu come una intuizione che mi portò a voler approfondire la cosa fino a convincere poi, a distanza di quasi tre anni, i dirigenti della mia banca ad aderire al progetto. Oggi, dopo quasi 4 anni e soprattutto dopo essere stato in Ecuador a vedere le cose da vicino, posso dire che quell’intuizione, oggi, non è più solo una intuizione. E mai come ora capisco forse il senso di quel titolo: “la forza di Codesarollo è nello Spirito”. Si, perché credo che sia proprio questo ciò che fa la differenza qua in Ecuador e che fa di una semplice esperienza di microcredito qualcosa di molto più grande.

Lo spirito con cui è fatta ogni cosa. Un profondo spirito evangelico che si respira nelle parole, nei discorsi, nell’agire delle persone, negli sguardi…. Uno spirito di servizio a servizio dei poveri per la realizzazione di un grande sogno: essere felici e vivere in pace.

Credo che sia proprio questo spirito l’aspetto più grande, originale e, mi permetto di usare una parola importante, “profetico” che caratterizza Codesarollo. Dico questo perché personalmente sento particolarmente caro il tema della cosiddetta Finanza Etica. Un tema, che per fortuna sta sempre più diventando di dominio pubblico anche in Italia. Tuttavia, se è vero che parlare di finanza etica è già un importante passo avanti per le nostre società dei profitti, è altrettanto vero che la modalità con cui si realizza tale passaggio e soprattutto le motivazioni che lo alimentano e lo indirizzano, sono forse ancora più importanti e significanti.

E’ vero, all’interno della finanza etica si ritrovano oggi le più disparate varietà di motivazioni: desiderio di giustizia, sensibilità ambientale, bisogno di responsabilità sociale, attenzione alla dignità umana, equità….. Ma in questo multiforme universo credo che si inserisca trasversalmente anche chi crede e vede nella finanza etica uno strumento per dare anche una “risposta di fede” a certe contraddizioni del nostro mondo. Dire “strumento di evangelizzazione” sarebbe forse eccessivo ma, più semplicemente, uno strumento moderno per poter vivere quei valori che il Vangelo di Gesù Cristo ci indica come via per la salvezza e per aiutare a ridare dignità e rendere più vivibile, più umana più degna di essere vissuta, l’esistenza di milioni di persone segnate dalla povertà.