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Brevi cenni sulla nostra
storia
LAICI SAVERIANI
“Fare del mondo
una sola famiglia”
Beato G. M. Conforti
La storia di quello che chiamiamo “Laicato Saveriano” (LS)
affonda le radici tra la fine degli anni '80 e gli inizi degli anni '90, tra
Cremona e Salerno, quando, su indicazione del VIII Capitolo Regionale dei
missionari saveriani in Italia (CR), p. Alfiero Ceresoli prima, p. Natalio
Fornasier e p. Rosario Giannattasio poi, cominciano a radunare alcune persone,
che avevano già avuto esperienze con i saveriani o in missioni tenute dai
saveriani, per pregare, studiare e riflettere insieme sul carisma del beato
Guido Maria Conforti. Nella prima convivenza (estate 1991) a Lamon è fatta la
scelta di ricercare un cammino formativo e costruire un progetto per il LS.
Il progetto è completato definitivamente in due incontri
nel 1993 (Gennaio a Salerno e Marzo a Cremona), e poi approvato dai padri
saveriani nel IX CR dello stesso anno. Questo primo documento ufficiale del LS
mantiene ancora una certa attualità, a diversi anni di distanza, e ha
rappresentato un risultato rilevante per lo sforzo posto nel tentativo di
chiarire un'identità, di costruirla (senza modelli da ricopiare) e di creare
sintesi tra realtà ed esperienze culturali ed ecclesiali diverse. Il progetto
rappresentava anche un compromesso tra chi considerava la vocazione missionaria
come una “consacrazione alla partenza” e chi sottolineava di più la laicità
dell'esperienza e, inoltre, fu un momento di incontro più o meno a metà strada
tra chi aveva una visione carismatica del gruppo e chi ne accentuava la
dimensione associativa.
Nell'estate sempre del 1993 il LS “Ad Gentes” si dà per la
prima volta una sua struttura organizzativa. È eletto un consiglio nazionale
(presidente Marco Colnago), ma l'esperienza si rivela un momento di lacerazione:
la sintesi era stata fatta sulla carta, ma non nei rapporti umani e alla fine le
divisioni emergono in tutta la loro evidenza. Tre laici escono dal LS e
Graziella Colombo partirà nel 1997 da sola per Curitiba (Brasile). Queste
giornate segnano il gruppo, ma servono lo stesso a far emergere, pur nei
contrasti, la volontà di affrontare le avversità e perseverare nella comune
condivisione del carisma saveriano.
Nel 1994, alcuni laici, che frequentano la casa di Macomer,
formano un nuovo gruppo di LS ed entrano nella nuova realtà appena formata del
LS “Ad Gentes”.
Nel 1996, i due padri che avevano contribuito a promuovere
il LS partono per la missione e il loro posto è preso temporaneamente da p.
Silvio Turazzi che, facendo parte della Fraternità Missionaria di Vicomero (PR),
avendo vissuto la missione con i laici, conoscendo ed amando la realtà dei
Missionari Laici di Piombino, spinge perché si crei un collegamento fra le varie
esperienze di laicato presenti nella famiglia saveriana. Questo è anche l'anno
in cui il X CR tenta con un suo documento una riflessione sui laici “amici” ed
il LS. Non è più una presa d'atto della realtà, ma un tentativo di comprenderla,
leggerla e di darne un'interpretazione. P. Vincenzo Munari è incaricato
ufficialmente di seguire il LS, ed entra quindi anche nel Consiglio dei LS “Ad
Gentes”.
Nel 1997, parte del gruppo sardo rivendica autonomia
decisionale rispetto al Consiglio Nazionale e, contrariamente alla scelta
iniziale di non avere leader carismatici, tanto meno guide “forti”, ipotizza un
laicato che abbia maggiore legame con la casa e con il padre che accompagna i
laici. Nonostante i tentativi di chiarimento, i caratteri hanno il sopravvento e
avviene la separazione del gruppo “A braccia aperte”.
Ancora nel 1997, alcuni giovani, provenienti dal gruppo
giovanile della casa di Desio, danno vita ad un gruppo orientato verso un
impegno serio per la missione. Nell'estate dello stesso anno alcuni di loro
partecipano alla convivenza estiva dei laici “Ad Gentes” a Zelarino e anche se
questi primi contatti non portano alla fusione tra i due gruppi, gettano però i
presupposti per una conoscenza reciproca che tornerà molto utile più avanti.
Qui termina schematicamente la prima fase del LS,
caratterizzata dal lavoro di costituzione, dalla fatica di mettere insieme
persone sostanzialmente sconosciute, con attese e visioni differenti, dallo
sforzo di dare un volto, un'identità e un'organizzazione a questa nuova realtà,
cercando di acquisire una certa autonomia rispetto alla Congregazione saveriana.
Questo processo ha gettato le fondamenta e consolidato una struttura e una
fisionomia di laicato, pagando però un certo prezzo in termini di rapporti
personali e di capacità propulsiva.
La seconda fase parte appunto con l'ingresso sulla scena di
due nuovi gruppi (Macomér e Desio) che costringono tutto il LS a ripensare le
dinamiche interne e la propria identità.
P. Vincenzo Munari, che non aveva mai avuto esperienza
diretta con il LS, inizia un lavoro di “tessitura” che va di là dalle diversità
dei singoli gruppi. Convoca più volte i confratelli che si interessano di laici
e favorisce la creazione nel 1998 di un “coordinamento” dei laici saveriani
comprendente “Ad Gentes”, gruppo di Desio, Fraternità Missionaria di Vicomero e
gruppo “A braccia aperte” di Macomer (scelgono di non partecipare i Missionari
Laici di Piombino). Comincia un paziente lavoro di studio e di conoscenza
reciproca. Il lavoro di questo coordinamento non porta novità di rilievo
rispetto al “progetto” iniziale, ma essenzialmente lo completa sul piano
relazionale, chiarisce i rapporti e, soprattutto, fa riconoscere il lavoro
svolto come patrimonio comune di tutti.
Nel Luglio del 1999 a Costabissara (VI), nella prima
assemblea di tutti i gruppi laicali, pur fra alcune incomprensioni, è stilato
“Laici Saveriani”, un documento che, nonostante una certa semplicità, risulta
fondamentale per quel momento storico, perché rappresenta comunque le prime due
pagine intorno alle quali tutti si riconoscono.
Nel Gennaio del 2000 a Parma, il documento è approvato
definitivamente. In questa seconda assemblea, certamente per dono dello Spirito,
c'è un'improvvisa accelerazione del cammino di avvicinamento dei gruppi. È
soprattutto l'occasione per far cadere molte diffidenze reciproche e per
cominciare ad avvertire un comune senso di appartenenza. Si decide di creare un
nuovo coordinamento, composto di due membri per ogni gruppo, con l'obiettivo di
delineare le realtà comuni (formazione, organizzazione, partenze, ecc.), in
vista di un unico LS. All'interno del coordinamento sono scelti due referenti
per tutto il LS: Mirella Giannattasio e Paolo Volta.
Nel maggio del 2000, i laici saveriani “Ad Gentes” si
costituiscono in Onlus, per avere una fisionomia associativa più definita e
maggiori possibilità di rapporti con enti ed istituzioni. Il consiglio direttivo
dell'Onlus è lo stesso consiglio nazionale di “Ad Gentes”. Nonostante questo
passo rappresenti una sorta di fuga in avanti, l'Onlus è proposta e recepita
come uno strumento a disposizione di tutti gli altri gruppi.
Nell'Agosto 2000, si organizza a Vallo della Lucania (SA)
la prima convivenza estiva di tutti i gruppi (in precedenza erano le convivenze
di “Ad Gentes” che apriva le porte agli altri). Successivamente Roberto Fontana
parte per l'Ecuador, a servizio della diocesi di Quito.
Sempre nel 2000 il XI CR, recependo una lettera della
Direzione Generale (DG) del Novembre 1998 con indicazioni su caratteristiche ed
elementi del LS, modalità per l'assistenza spirituale, ecc., delinea la linea di
azione per un lavoro comune con il LS. È il XIV Capitolo Generale (CG) nel 2001
che scrive infine un importante testo sul LS, che può considerarsi la base per
il confronto finora intrapreso tra il LS ed i padri saveriani.
Nel Marzo 2001, Franca Rivolta parte per Curitiba e
raggiunge Graziella Colombo, con la quale “Ad Gentes” ha riconciliato i
rapporti, grazie anche al tempo trascorso e al “nuovo corso” del LS. Nell'Aprile
dello stesso anno si svolge a Tavernerio la prima settimana di studio sul
laicato missionario, che vede la consistente partecipazione del LS.
Nella convivenza estiva del 2001 a San Pietro in Vincoli
(RA), è approvato lo schema generale di formazione comune per tutti i LS.
Nell'Agosto del 2002, nella convivenza estiva di Colle
d'Anchise (CB), il coordinamento presenta lo schema e il materiale della
formazione per la cosiddetta “accoglienza” di nuovi laici nel LS. Negli stessi
giorni, tutta l'assemblea accoglie la richiesta di partenza per Goma (R.D.
Congo) di Giovanna Vettori e Paolo Volta, impegnandosi a sostenerli nella
formazione e in tutto il progetto di missione che affronteranno. Infine,
approvando la nuova struttura organizzativa, tutti si riconoscono finalmente in
un'unica “famiglia laicale saveriana” e nominano, in sostituzione del vecchio
coordinamento dimissionario, il nuovo Consiglio dei Laici Saveriani (CLS). I due
referenti per il LS diventano Ferdinando Giannattasio e Giuseppe De Angelis. L'Onlus
è trasformata in “strumento di servizio”.
Nel Novembre del 2002, Franca Rivolta rientra dal Brasile
per un periodo di riposo e va a vivere inizialmente presso la Fraternità di
Vicomero e successivamente a Parma.
Nel Febbraio del 2003, allo scopo di confrontare le idee e
aiutare nel discernimento tutto il LS, è organizzata a Desio una “Settimana di
Orientamento Missionario” sulla presenza e lo stile dei laici saveriani in
missione.
Nell'Agosto del 2003, alla convivenza estiva, sempre a
Colle d'Anchise (CB), dopo un anno di lavoro con il contributo generale di
tutti, è discusso e approvato il documento di riferimento per la formazione alla
partenza dei LS. È lanciata la proposta di Fraternità Laicale Saveriana (FLS) e
se ne approvano le linee di base. In Settembre Giovanna Vettori e Paolo Volta
partono per Goma.
Nel Gennaio del 2004, alla convivenza invernale di
Vitorchiano (VT), dopo un periodo di discernimento, il progetto di FLS prende
forma e tutta l'assemblea accoglie la disponibilità di Fabrizio Marrone e
Rosanna Faedda, impegnandosi a sostenerli materialmente, moralmente e
spiritualmente. In Marzo, la Direzione Regionale (DR) mette ufficialmente a
disposizione del LS la casa di viale Mentana a Parma. L'11 Aprile, giorno di
Pasqua, dopo la firma del comodato tra ISME e LS Onlus, la casa di viale Mentana
diventa la sede della futura FLS.
Sempre nel 2004, il XII CR vota all’unanimità un
orientamento per un nuovo progetto missionario in Italia, che prevede di
promuovere e rafforzare la collaborazione col LS.
Nell’Agosto del 2004, durante la convivenza estiva e dopo
un anno di discernimento, sono accolti Alessandro e Alessandra, che avviano il
primo “gruppo” del LS ad Ancona. Si comincia a riflettere sulla possibilità di
avviare un'ulteriore presenza in Brasile Nord, a Redençao con i missionari
saveriani che lavorano fra gli indios Kayapò.
Nella primavera del 2005, Roberto Fontana rientra
temporaneamente in Italia con la moglie Yolanda, sposata in Ecuador. È una bella
occasione per ritrovarsi, conoscersi e condividere le esperienze fatte. In
estate, un gruppo del LS visita la missione di Redençao, nel Brasile Nord, per
verificare concretamente le possibilità di una presenza del LS. I risultati non
sono univoci. In autunno, è nominato il nuovo CLS con Alessandro Andreoli e
Giuseppe De Angelis nuovi referenti per il LS.
Nel Gennaio 2006, durante la convivenza invernale,
nonostante molti aspetti ancora da chiarire, l’assemblea del LS affida al
consiglio il mandato di avviare un progetto di missione in Brasile Nord,
impegnandosi ad accompagnare nella preparazione i laici disponibili a partire.
Nel Febbraio del 2006, dopo un lungo e tribolato periodo di
attesa, Angela Marano parte da Eboli per raggiungere la missione di Goma, dove
inizia il suo lavoro a servizio della chiesa locale insieme con gli altri laici
presenti.
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