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Gemellaggio

Mugunga ( Congo ) Bellizzi (Sa - Italia )

Grazie al lavoro ed all'impegno del Laicato Saveriano presso Goma nella Baraza Tupendane di Mugunga i bambini frequentano la scuola materna.

La Baraza tupendane che nella lingua swuahili significa:" Luogo d'incontro dove ci si vuole bene" è una piccola Comunità costituita da circa 150 persone fra cui alcune di etnia pigmea. 

Sono ormai più di tre anni che la nostra Famiglia Missionaria di Laici Saveriani ha organizzato questa struttura. Le attività sono diverse: una piccola Scuola Materna con circa 50 bambini; due classi con corsi di alfabetizzazione per adulti, il 47% della popolazione della città in cui viviamo, Goma nella Rep.democratica del Congo, sono analfabeti; un piccolo dispensario per le cure di prima necessità; alcune attività di carattere artigianale, fra cui  i vostri quadretti.

Tutti alla Baraza, alla fine delle attività, ricevono la "bouille", una pappa di cereali, sorgo, soia e mais, che ha aiutato tanti, specialmente i bimbi, a uscire dal loro grave stato di malnutrizione. 

Per due anni di seguito la scuola materna di Bellizzi di Via Napoli (Salerno) sta sostenendo generosamente l'iniziativa e grazie alle raccolte ed alla vendita di fine anno dei quadri e delle foto realizzate nell'ambito del " Progetto Colorore " si garantisce lo stipendio alle insegnanti congolesi impegnate nella scuola.

Ecco la vita e la storia di questa scuola " gemellata " con la scuola primaria di Bellizzi .

Ci presentiamo

Le nostre case

Le nostre uniformi

La Campanella

Le lezioni

Un pò di storia

Il percorso da casa a scuola

Siamo 54 bambini, alcuni di noi sono di etnia pigmea.
All' inizio di quest'anno scolastico eravamo in 50, poi sono arrivati gli altri 4, figli dei militari che con le loro famiglie si sono stabiliti da un pò di mesi anche loro a Mugunga.
Abbiamo dai tre ai cinque anni e, dal mese di marzo 2007 , cioè da quando è tornata la nostra maestra Clotilde dopo che ha messo al mondo la piccola Ortensia, lavoriamo un pò separati, in due gruppi. Il gruppo dei più grandi è seguito dalla  maestra Rachelle e dalla maestra Margarita.
 Il gruppo dei  più piccoli, invece, è stato affidato alla maestra Clotilde e resta nella  solita aula; i più grandi, al contrario, si spostano in una stanzetta nella casa di legno poco distante dai locali della Baraza Tupendane .Questi cambiamenti sono stati fatti per assicurare un tempo più lungo al gioco per i più piccoli e per dare la possibilità ai più grandi di arrivare alla scuola primaria più preparati, semmai qualcuno potrà andarci!
Nonostante tutto il lunedi, il mercoledi , il venerdi di ogni settimana giochiamo  ancora insieme durante la ricreazione  ed insieme gustiamo alla fine della giornata scolastica la bouille.
 
 

Come già sapete abitiamo a Mugunga, villaggio a circa 10 km da Goma.

Questa città  conta circa 500.000 abitanti ed è il capoluogo della regione del Nord Kivu.

 Kivu è anche il nome del nostro lago che per noi è come un mare.

 Qui tutto è grande e straordinariamente bello persino il vulcano Niragongo che di notte erutta fuoco dalla sua bocca.Tutti lo chiamano il generale e quando si arrabbia son guai. L'ultima volta è successo nel gennaio 2002.

Si è sfogato tanto da sommergere mezza Goma con la sua lava. A causa di tanta lava in questo angolo d' Africa ci sono sassi neri  dappertutto ma a parte questo, il problema è stato che dopo l'ultima eruzione tante famiglie hanno dovuto abbandonare la città e si sono spostate a Mugunga aggiugendosi ad altre che qui avevano trovato rifugio scappando dai villaggi vicini a causa della guerra. 

Insomma nel 2002, vista la situazione,  tanti hanno costruito a Mugunga la loro casetta con qualche asse di legno e ai teloni di plastica donati dall' Unicef.

Altri, grazie ad un organismo non governativo norvegese, hanno ricevuto dei blocchi in cemento ed hanno cosi edificato case in muratura.

 Nel 2004 ,invece, 35 famiglie di etnia pigmea sono passati dalla casa di stoppie e canne a quella in legno . Queste ultime, certamente le più dignitose del villaggio, sono state costruite con il contributo economico della diocesi di Pescara sotto l'attenta e amorevole direzione di Goffredo e Tiziana, una giovane coppia abruzzese che lasciandosi prendere dal mal d'Africa è rimasta a Goma ancora un anno. 

  In tutte le nostre casette cerchiamo protezione e riparo ma.... quando piove, come succede spesso in questa stagione, sopratutto in quelle di plastica è una vera tragedia!. Rischiamo di perderle   ad ogni brutto temporale o ,se ci va bene! ci ammaliamo facilmente e addio scuola!. Molti di noi però se hanno solo un po di mal di gola vengono lo stesso riponendo le loro uniche speranze nelle cure di Florance, l'infermiera della Baraza.

 
 

E' davvero un piacere arrivare  a scuola con le nostre uniformi:

pantaloni blu e camicia azzurra per i maschi, gonna blu e camicia azzurra per le femmine. Quando siamo in classe però la soddisfazione cala perchè la  maestra continua a dire che con un poco d'acqua e un pò di sapone la nostra uniforme potrebbe essere più pulita. Ma qui  quando non piove bisogna andare al lago per lil bucato! e il lago Kivu da Mugunga dista circa 8 Km!!

.Perciò la maestra spesso chiede a Florance, la nostra infermiera, di strizzarle un poco ,  cosi nel giro di un 'ora qualcuno di noi può di nuovo indossare la sua uniforme che brilla di pulito.

Ogni volta che nella classe si sono inseriti altri bambini Pascal, il sarto di fiducia, non si è fatto attendere. E' venuto subito a prendere le misure e con la stoffa già acquistata in due giorni ha confezionato le uniformi anche per i nuovi arrivati.....

 
 
 
Si suona la campanella
 
 
 
 
 
Si suona la campanella
 
Un pò di storia

La scuola materna della Baraza è nata 3 anni fa quando Giovanna, la prima missionaria laica saveriana in Congo, è arrivata a Mugunga  e ha avviato la realizzazione delle bamboline  con un gruppo di mamme. Per i loro bambini è stato deciso di  preparare la bouille anche per combattere la denutrizione, una piaga che interessa ancora i piccoli sopratutto di etnia pigmea.

 Oggi alla Baraza ci sono tante altre attività e  anche tanti bambini. Le due classi sono seguite da tre "insegnanti", anche se una sola ha il diploma di scuola materna; le altre hanno fatto solo qualche esperienza in precedenza in una scuola materna a BuKavu.
 Qui a Goma  c'è una scuola materna che potrebbe essere paragonata a una scuola in Italia ed è gestita dalle suore di S.Vincenzo. A loro abbiamo fatto riferimento per dare alle nostre insegnanti un pò di formazione adeguata. Perciò in settembre e in ottobre dell'anno scorso ( 2006) hanno potuto assistere a delle lezioni e familiarizzare con la programmazione. Qui  le cose procedono grazie alla disponibilità e alla creatività delle persone.Le nostre tre maestre si sentono davvero fortunate perchè qui avere un lavoro che permetta di portare a casa 40$ al mese è un lusso di pochi.  bambini sono collocati in due piccoli locali in legno con il tetto in lamiere.I banchetti sono costituiti da panche e tavolini .Nell'aula c'è la lavagna e niente altro. Il quaderno di delle lezioni per le insegnanti, il gesso, le matite, un quaderno per ogni bambino, i colori, il tamburo,il pallone, i palloncini...il cucchiaio per la brille sono forniti da noi. Ultimamente abbiamo ricevuto 55 lavagnette da un'italiana che lavora all' Anice a Boma .
                         
 

Da Goma si arriva a Mugunga percorrendo 10 km di strada, possibilmente a bordo di taxi bus, taxi moto, jeep. Poi si lascia l'asfalto e , proseguendo a piedi, dopo circa 3 km si giuge alla Baraza. Quest'ultimo tratto disseminato di sassi o di lastoni di pietra lavica,  nel 2004, prima della costruzione delle case per i pigmei,  era ancora più impraticabile.Oggi, invece, è il sentiero più largo di tutto il villaggio. In esso confluiscono  tanti viottoli che si diramano dalle nostre case.

Noi piccoli nei giorni di scuola quando siamo su questo sentiero  principale ci sentiamo più sicuri perchè ci conduce diritto a scuola. Camminiano,dunque, piu  spediti e anche senza sandali spesso saltelliamo sulle pietre  anche per non arrivare in ritardo.

Soli o in compagnia di qualche nostro compagno  lungo il tragitto le distrazioni  sono tante. La  conseguenza, invece, è sempre la stessa: il rimprovero della nostra maestra.