Lettere dal Bangladesh

(mail del 25/02/2020)

Cari fratelli laici,
sono ormai 15 giorni che sono in Bangladesh, aggregandomi a Franca  e Patrick venuti   per la loro solita visita annuale ai famigliari di Patrick,…

Io invece sono qui per sostituire sr. Roberta, medico, unico responsabile dell’ospedale di riferimento del distretto sanitario per la lebbra, e impegnato anche nella lotta alla tubercolosi. Meritatamente sr. Roberta è in Italia per le vacanze e non si era trovato un sostituto che garantisse la continuità delle cure. Così ho riaperto i libri per recuperare un po’ di nozioni, sepolte nel dimenticatoio dopo tanti, tantissimi anni. E ora, per fortuna accompagnato da Franca in questo primo periodo, mi ritrovo alle prese con lastre, auscultazioni, esami ematici, antibiotici ecc. con il timore, che spero comprenderete, di “fare danni”: ma sembra, almeno per il momento, che le cose procedano: speriamo….

Ora una bellissima notizia: Minoti, prima giovane Munda che, ribellandosi alle tradizioni, aveva anni fa rifiutato di sposare giovanissima l’uomo scelto dalla famiglia, fuggendo alla missioncina di P. Paggi, ha deciso di diventare cristiana e domenica scorsa abbiamo assistito al rito dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, battesimo, cresima e prima comunione, in un piccolo villaggio ai confini con la foresta del Bengala, tutti molto emozionati e felici. Forse diversi di voi hanno conosciuto Minoti, perché l’estate scorsa è venuta in Italia con P. Paggi. Cosa importante: ha chiesto a Franca e Patrick di fare i padrini alla cerimonia, avendoli individuati come riferimenti per la sua vita cristiana: che cosa entusiasmante, ma anche che responsabilità…..

Paolo

(mail del 12/03/2020

Da un mese circa ormai sono qui in Bangladesh, abbandonato da una settimana anche da Franca e Patrick andati a Dacca per il matrimonio di Minoti, e poi rientrati in Italia.
Il lavoro nel piccolo ospedale procede bene, malgrado abbia auscultato più polmoni in questo mese che in tutta la mia vita professionale precedente. E devo dire che quasi quasi mi piace fare il “dottore”. Certo, si incontrano situazioni davvero difficili, e sconosciute in Italia. Con sr. Mariangela, da trent’anni qui, che mi fa da traduttrice, incontriamo decine di pz. ogni giorno; e il tipo di servizio che svolgo mi permette di conoscere aspetti di questa città nascosti abitualmente a noi stranieri. Giovedì ad esempio per fare una visita domiciliare ci siamo addentrati fra vicoletti e stradine solo pedonali, con scoli a cielo aperto, e con un assembramento di persone che ci guardavano come fossimo marziani.
Anche nell’ambulatorio delle Bleu Sisters, congregazione italiana che si ispira a Charles de Foucauld, dove si va una volta alla settimana, si incontrano le povertà più profonde, visto l’inserimento di queste suorine nello slum della città. D’altra parte gli occhi e i sorrisi di chi sta meglio e la passione per questo popolo di suore e padri compensano largamente la fatica dell’incontro con la miseria, e rendono ragione della presenza qui.
Poi, verso le cinque di pomeriggio, ogni attività finisce ed ho il tempo di leggere e rileggere cose belle. Ed ho ritrovato questo passo di cui voglio farvi partecipi, e che, letto da questa parte di mondo, ha ancora più forza.“Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho patria, e reclamo il diritto a dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri.”
Don Lorenzo Milani
L’obbedienza non è più una virtù
Un grande abbraccio a tutti

PaoloVolta

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