A metà agosto una quarantina di Laici Saveriani provenienti da diverse realtà italiane si sono ritrovati per la tradizionale convivenza estiva presso la casa delle Suore Apostoline, tra Nemi e Castel Gandolfo. Un appuntamento ormai consolidato che, oltre a offrire occasioni di preghiera, formazione e confronto, rappresenta soprattutto un momento prezioso per rafforzare relazioni e senso di appartenenza.
Tema centrale dell’incontro è stato quello della famiglia carismatica saveriana. Padre Armando Coletto ha invitato i partecipanti a riflettere sul significato concreto di questa espressione, evidenziando come religiosi, religiose e laici possano condividere lo stesso carisma mettendo in comune esperienze, sensibilità e responsabilità diverse. La domanda che ha accompagnato gran parte della settimana è stata: come collaborare in modo sempre più efficace nella missione?
A offrire uno stimolo concreto è stata la testimonianza di padre Gianni Treglia sulla comunità intercongregazionale di Modica, nata per accompagnare i migranti presenti sul territorio. Un’esperienza che mostra come la collaborazione tra persone e realtà diverse possa nascere da bisogni reali e tradursi in un servizio condiviso.
La formazione, guidata da Elena Conforto, ha approfondito alcuni temi dell’esortazione apostolica Dilexit Nos: il rapporto tra fede e attenzione ai poveri, la cultura dello scarto, il rischio di una meritocrazia che esclude i più fragili, il valore dei poveri come protagonisti e l’immagine di una Chiesa aperta e senza confini. Le riflessioni, accompagnate anche dall’arte, hanno offerto chiavi di lettura utili per la vita quotidiana.
Grande spazio è stato dedicato ai progetti missionari. Sono stati condivisi aggiornamenti sull’esperienza di Franca e Patrik in Bangladesh, sulle attività a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, sul possibile rilancio del progetto in Marocco e sulle prospettive di una presenza in Albania. Accanto alle esperienze internazionali sono state ricordate anche le numerose iniziative locali, tra cui la pastorale carceraria e il sostegno ai detenuti stranieri.
Particolarmente significativo il momento dedicato all’appartenenza, durante il quale ciascuno ha espresso cosa significhi essere Laico Saveriano, accompagnando la propria riflessione con l’accensione di una candela e la firma del libro degli appartenenti.
Non sono mancati momenti di fraternità e svago: le visite ai Giardini di Ninfa, a Sermoneta e Velletri, le serate animate da giochi, karaoke e una simpatica festa in costume. Tra le novità, l’incontro con la giornalista Angela Iantosca, che ha presentato il libro Donne, resistenza e libertà.
La settimana si è conclusa con una sintesi del cammino svolto e con la consegna dell’anello di Tucum, simbolo dell’impegno verso i poveri e le persone più fragili. I saluti finali hanno lasciato la consapevolezza che la convivenza non conclude un percorso, ma lo rilancia: si torna alle proprie comunità con nuove idee, nuove domande e la certezza di condividere un cammino comune.
