La missione fa la chiesa : #missioforum – 28/31 ottobre 2019

#missioforum

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A conclusione del mese straordinario sulla missione, organizzata dalla Fondazione Missio è stata organizzato il forum missionario “la missione fa la chiesa: battezzati e inviati per la vita del mondo “.

Il nome “forum “dell’incontro che tra il 28 e 31 ottobre si è svolto a Sacrofano (Rm) era teso ad indicare che i quasi 300 partecipanti rappresentavano le varie realtà oggi particolarmente impegnate sui temi della missione: almeno una decina di vescovi, direttori dei centri diocesani, rappresentanti degli istituti missionari religiosi, laici missionari, fidei donum rientranti e volontari internazionali. Come spesso capita in questi casi, la date infrasettimanali a ridosso di un “ponte “non ha favorito la partecipazione di equipe missionarie composti da laici studenti e lavoratori. Ma non si può dire che esse non siano state rappresentate. Quello, infatti, che mi ha particolarmente colpito è, come due parole molto ascoltate in questi giorni, cioè corresponsabilità e sinodalità, siano state effettivamente attuate nell’organizzazione e nel proseguimento di questo incontro.

Nelle varie giornate si è partito da alcune realtà significative sui temi trattati, seguito da riflessioni bibliche/ riflessioni di tipo sociale. Le provocazioni hanno avuto eco nel lavoro dei laboratori ben condotti su due temi 1) battezzati 2) inviati. I facilitatori hanno permesso di non disperdersi e hanno aiutato lo scambio di esperienze, la costruzione di proposte da rilanciare alla chiesa italiana.

Questo lavoro grezzo delle commissioni, ben sintetizzato è stato la base delle riflessioni/conclusioni dell’ultimo giorno.

Segue ora una cronaca che non può essere esaustiva. Sia perché non può essere trasmesso il clima generale positivo che si respirava, sia perché i miei appunti sono sintetici e rappresentano un punto di vista che può essere colmato solo dalla pubblicazione degli atti ufficiali. (Per approfondire e favorire la lettura di questo evento aggiungo alcuni link tratti dal sito www.missioitalia.it)

GIORNO 28 OTTOBRE

L’incontro è stato aperto da monsignor Beschi che ha riportato il saluto del Papa. Si è entrato nel vivo con l’intervento di monsignor Coter vicario di Prando (Bolivia) che ha dato voce alla chiesa e al grido in difesa della vita proveniente dal sinodo amazonico. Partire dall’Amazzonia, non significa partire da una terra lontano, ma indicare il modo di essere cristiani, in difesa del creato, oltre una realtà concreta che pone interrogativi per il presente e il futuro all’intera umanità. (per approfondire:https://www.missioitalia.it/forum-missionario-monsignor-coter-racconta-il-sinodo-per-lamazzonia/?fbclid=IwAR01T3K_Md2Jba6L0Bmd-ShIEZtCE4SEnjctciKxpibHR4r_hCScp7rKdQw)

Dopo avere ascoltato la voce della Amazzonia il biblista Moscatelli ci ha introdotto nella lectio del “creato “perché storia e creazione non sono elementi separati in quanto liberare significa ricreare.

La serata del 28 si è conclusa con una presentazione dei partecipanti avvenuta giocando insieme

GIORNO 29 OTTOBRE

La mattina inizia introducendo il primo step del tema battezzati. Si inizia con 2 testimonianze. La prima è del sacerdote Bledar Xhuli   nato in Albania da famiglia atea nel regime comunista, arriva a 16 anni in Italia dopo una vita da clandestino, si converte e diviene sacerdote. Impegnato oggi sul fronte dell’educazione dei bambini. Segue poi la testimonianza di Gregoir Ahongbonon, beninese, che attraverso un incontro con un missionario che gli fa scoprire il suo battesimo scopre anche Cristo nella solitudine dei malati mentali e ne spezza letteralmente le catene. (vedi https://urly.it/339kc)

Le riflessioni di don Giuliano Zanchi, ci hanno fatto ripercorrere queste storie riposizionandole all’interno di sfide di con testo. La condizione di battezzati comune a crelici e laici che ci porta a dire che tutti siamo chiamati alla missione si è spesso scontrato con la ritrosia dei laici di assumere questo ruolo. Cresce la differenza tra “laici impegnati “e chi si sente solo “praticante” quasi a sottolineare una nuova polarizzazione, quasi un nuovo clero.  Seguono una serie di temi: quale differenza tra una fede che salva è una fede che testimonia? Il tema della fede del popolo. Come dare a tutti la vita cristiana la forma del Vangelo? Possiamo offrire una testimonianza di nuova umanità senza aumentare lo spessore della dottrina? La religione ha un futuro solo come sentimento del sacro? E la cultura religiosa può avere presa solo in società di poveri e ignoranti? Quale cristianesimo per una società multietnica?

Testimonianza importante e forte che ha avuto eco nel lavoro dei laboratori sul tema “battezzati “.

La sera il cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, ha celebrato la messa e ha ricordato l’importanza di una missione “diffusa”.

In serata è stato proiettato il film: “Papa Francesco un uomo di parole” di Wim Wenders.

Giorno 30 ottobre

Inizia il secondo step del titolo del forum dopo battezzati … inviati! La prima parte vede 3 testimonianze. Don Francesco della diocesi di   Genova ci racconta della sua esperienza di fidei donum a Cuba. Poi l’esperienza di “zattera “per i migranti ed emarginati di Tony e Dorotea, laici comboniani. Infine, l’esperienza di suor Rachel della Consolata che, pure malata, vive la sua missione prima in Kenya e poi a Modica in una comunità Intercongregazionale impegnata nell’accoglienza ai migranti. (vedi https://urly.it/339kd)

Dalle esperienze alla riflessione ad opera di Chiara Giaccardi sociologa e antropologa.

Se l’oggi ci appare come un momento difficile per la chiesa attraversata da scandali mentre tra i giovani sembra prevalere la irrilevanza della domanda religiosa, per, la Giaccardi questo è un momento di kairos.  Un momento da cui non si può prescindere perché, proprio quando sei in ginocchio, si può meglio pregare e riconoscere il proprio limite. Come chiesa c’è bisogno di mettersi in cammino e di uscire. L’appartenenza non può diventare un muro. Le forme sono indispensabili ma non possono essere fisse, devono variare nel contesto, la tensione tra forma e vita è ineliminabile perché la vita rompe le forme. La sicurezza è il contrario della salvezza Allora bisogna sperimentare forme che educhino alla prossimità per una cultura collettiva non individualista ma ad “alto contatto “. (vedi https://urly.it/339kf)

Da queste provocazioni si è partito per un lavoro di laboratorio sul tema “Inviati “.

La sera abbiamo assistito al monologo teatrale” Pierre e Mohamed”, racconto sul martirio in Algeria di monsignor Claverie e del suo amico autista mussulmano Bouchikhi rimastogli fedele sino alla morte.

31 OTTOBRE

È il giorno delle conclusioni. ( vedi https://urly.it/339kg) Anita Cervi del centro missionario di Verona, ha riportato una ricca sintesi dei laboratori, piena di riflessioni, ma anche di proposte. Qui mi limito a riportare solo alcune parole per “titoli” che spero siano segno di quel che si è detto:

BATTESIMO – Gioiosa corresponsabilità – chiesa generativa che cammina con i poveri – chiesa gioiosa, essenziale, sobria accogliente – chiesa sinodale che non occupi spazi. Chiesa che attrae nella testimonianza, curativa. Contemplattiva – non clericale

INVIATI – Non fare missione ma essere missione – ascolto e attenzione – chiesa di inviati che legge i segni dei tempi – empatica con le persone per camminare insieme – chiesa che si apre ad altri – stile di vita sobrio – chiesa ospite e pellegrina capace di profezia – vita e parola e non solo liturgia – cultura dell’accoglienza e del dialogo.

Don Giuseppe Pizzoli direttore della Fondazione Missio ha evidenziato alcuni punti fondamentali:

Non è un caso che in questo incontro si sia parlato poco delle distinzioni fra missione ad intra, ad extra e ad gentes ma si è parlato di missione di tutta la chiesa. si tratta di scoprire il sacerdozio comune rispondendo al grido di salvezza dell’umanità sofferente, chiamati ad essere il volto del Padre. Solo questa coscienza, infatti, può favorire le vocazioni specifiche e la possibilità di invii.

Anche qui voglio riportare parole significative su cui si è soffermato monsignor Pizzoli Corresponsabilità -ministerialità – sinodalità – stile gioioso.

 

Monsignor Francesco Beschi, presidente di Missio, ha ripreso i punti della assemblea della CEI del maggio scorso “modalità e strumenti per una nuova presenza missionaria “ e precisamente: – riconoscersi come chiesa in stato di missione – necessità di una processualità pastorale (tutta la pastorale deve essere pervasa dalla missione) – missio ad gentes paradigma della missione della chiesa – Corresponsabilità- dimensione comunitaria della missione nella condivisione

Ha infine concluso ricordando che la missione dona vita a chi la compie dando nuovo entusiasmo e motivazione.

Il forum si è concluso con la messa presieduta da monsignor Stefano Russo, segretario generale della CEI, che ha ricordato come il rinnovo del mandato missionario ci aiuta a ritrovare nel battesimo le radici del nostro invio.

Claudio Condorelli

 

 

 

 

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