Un’intera giornata a parlare di PACE. La scelta fatta nella convivenza estiva, e confermata dall’”Equipe” formazione, di fare un incontro pubblico aperto alla città, ha avuto il suo compimento all’interno della Convivenza invernale nella Casa madre saveriana di Parma.
In questo momento storico Il tema non poteva che essere proprio quello della Pace! In particolare ci siamo concentrati sulla crisi di alcuni capisaldi della realtà internazionale che oggi sono messi in grande discussione: la legittimità degli organismi internazionali sovranazionali e la libertà di stampa con la conseguente strumentale deformazione della realtà.
Per parlare di questi complessi argomenti, abbiamo invitato Don Fabio Corazzina, presbitero della Chiesa di Brescia da sempre impegnato nel campo della promozione della Pace, e Giusy Baioni, giornalista free-lance e amica del Laicato. Ognuno con il proprio stile e con le proprie competenze, don Fabio e Giusy hanno dato vita ad un fitto dialogo che ha coinvolto in modo attento le persone presenti nella sala conferenza dei Missionari saveriani.
La mattina del 6 dicembre è iniziata con il saluto del padrone di casa padre Armando Coletto, della Direttrice generale delle Missionarie di Maria Giordana Bertacchini e di Emilio Rossi Presidente della Casa della Pace di Parma.
Ha poi iniziato il suo primo intervento Giusy Baioni sul tema della Verità. Giusy ha rimarcato che siamo in un momento in cui si ha uno scollamento fra le parole e il loro significato reale. Ha fatto come esempio emblematico l’”accordo di pace” fra Congo e Ruanda siglato poco tempo fa negli Stati Uniti davanti al presidente Trump.
Ebbene, mentre si firmava questo “patto”, sul campo si combatteva senza nessuna interruzione e si è proseguito nei giorni successivi. Questa è volutamente una deformazione della realtà che è anche viatico per l’assenza di Giustizia in quanto si usa la menzogna come mezzo di dominio. Don Fabio ha ripreso l’intervento di Giusy rimarcando l’importanza dell’educazione, della creazione di strumenti che impediscano l’egemonia dei “bulli”.
Proprio per darsi regole che evitassero prevaricazioni, dopo l’immane tragedia della Seconda guerra mondiale, ha detto ancora Giusy, si erano costituiti gli organismi internazionali che ancora oggi sono deputati a garantire un ordine mondiale: l’Onu, la Corte internazionale penale, la Corte internazionale di giustizia, ecc.
Anche l’Unione Europea ha garantito decenni di pace all’interno dell’Europa. Ora tutti queste organizzazioni sono sfacciatamente sotto attacco, come fossero anacronistici orpelli che impediscono ai più forti di dominare, senza limiti, il mondo.
In particolare la Baioni ha fatto l’esempio di alcuni membri della Corte internazionale penale che quando sono andati a toccare non più sconosciuti leader africani o asiatici ma importanti personalità di alcuni paesi occidentali (in particolare Stati Uniti ed Israele), hanno subito forti intimidazioni che noi potremmo dire di natura “mafiosa”.
Don Fabio si è agganciato a queste affermazioni ricordando che la pace si gioca sia a livello locale (tutti noi possiamo essere artigiani di pace) sia a livello globale dove esiste un’”architettura di pace”: le istituzioni internazionali. Queste sono ora messe fortemente in discussione in particolare da parte del presidente Trump. Molti sperano che questa attuale deriva autoritaria degli Stati Uniti finisca con il suo mandato ma non è detto che ciò avverrà.
Corazzina è rimasto anche colpito dal recente Rapporto del Censis (https://www.censis.it/) che definisce l’attuale momento “un’età selvaggia del ferro e del fuoco” fatta di “predatori e di prede”. In questa analisi, fra l’altro, si rileva che il 62% degli italiani pensa che l’Unione Europea non abbia un ruolo nel mondo, che il 39% pensa che le controversie internazionali si risolvano con la guerra e che il 30% degli italiani è convinto siano migliori i regimi autocratici perché la democrazia non risponde più all’attuale complessità del mondo.
Baioni ha poi ribadito il tema della libertà di stampa. Il nostro paese continua a perdere posizioni nella classifica della libertà di stampa mondiale (ora siamo scesi al 48 posto…). Il problema non è solo la malavita organizzata che minaccia i cronisti ma anche il fatto che il 60% dei giornalisti in Italia è free-lance e perciò con una posizione lavorativa molto debole e facilmente “ricattabile”. Ma l’esempio più eclatante di negazione della libertà di stampa è stata recentemente la guerra a Gaza. Oltre al fatto che nessun reporter straniero è potuto entrare per raccontare la disastrosa situazione della popolazione, oltre duecento giornalisti gazawi sono stati “scientificamente” uccisi dall’esercito israeliano per eliminare scomodissimi testimoni.Le tregue proclamate servono per sviare le opinioni pubbliche. C’è un evidente neocolonialismo in questi accordi di “pace” che mirano, nel caso degli Stati Uniti, a riprendersi un ruolo e risorse in aree del pianeta dove avevano perso posizioni a favore della Cina.
Il caso più significativo è quello del conflitto nella Repubblica Democratica del Congo così ricca di minerali utili per le nuove tecnologie e per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, IA che già trova ampi spazi di utilizzo nell’industria degli armamenti. La “pace” raggiunta sembra essere più un accordo commerciale a vantaggio degli americani che un’intesa che dia sollievo ad una popolazione stremata da povertà estrema e trent’anni di guerre. Don Fabio ha anche messo il dito nell’attuale difficoltà a proclamare il Vangelo, anche nei nostri ambienti cattolici. Non uccidere, rispondi al male con il bene, perdona, ama il tuo nemico, questo è ciò che annuncia il Vangelo ma un distorta interpretazione della “Tradizione” (quella che in passato è arrivata a definire il concetto di “guerra giusta”…) porta a pensare che il progetto del Vangelo sia un’utopia non applicabile nella realtà. D’altronde non si può applicare il Vangelo in tempo di guerra, nel tempo della prevaricazione… ed invece quello che resta, ciò che dà speranza, è proprio il messaggio evangelico, perciò l’unica via concreta è quella della non violenza, del disarmo. Gesù nel Vangelo dice “conoscerete la Verità e la Verità vi fara liberi” con questo ci chiede di non lasciarci travolgere ed affascinare dalla natura mimetica e capziosa della menzogna, delle verità semplificate ed assoggettate al potere.
La Verità dell’uomo non è la guerra!!
L’incontro si è poi concluso con alcune domande e riflessioni proposte dal pubblico.
Nel pomeriggio si sono tenuti i laboratori: uno musicale guidato da Giusy , maestra del coro del Santuario Conforti accompagnata da Juliana che ci ha insegnato una piccola danza per accompagnare l’offertorio, ed uno organizzato dall’Associazione Italiana Amici di Neve Shalom Wahat al-Salam realtà che sostiene il villaggio omonimo situato in Israele dove ebrei e palestinesi vivono insieme in equità e giustizia.
Possiamo dire che si sono centrati come veramente cogenti i temi proposti. La crisi degli organismi internazionali, l’attacco alla “verità” sono tasselli di un tentativo di sovvertire l’ordine attuale, garantire impunità, imporre la legge del più forte.
Pur nei nostri limiti abbiamo fatto un infinitesimale lavoro per diffondere la cultura della Pace. Possiamo così anche noi definirci “piccoli artigiani di Pace”.
Per vedere il filmato parziale dell’incontro: https://www.youtube.com/@Saveriani
